Le Sezioni Unite confermano la punibilità del 'falso valutativo'

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Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono giunte puntuali a dirimere l'ormai noto contrasto interpretativo sorto in merito alla nuova formulazione del delitto di false comunicazioni sociali.

La questione sottoposta alla Suprema Corte era diretta a verificare la sussistenza del "delitto di false comunicazioni sociali, con riguardo alla esposizione e alla omissione di fatti oggetto di valutazione, se in presenza di criteri di valutazione normativamente fissati o di criteri tecnici generalmente accettati l’agente da tali criteri si discosti consapevolmente e senza dare adeguata informazione giustificativa, in modo concretamente idoneo a indurre in errore i destinatari delle comunicazioni".

All'esito dell'udienza tenutasi ieri, 31 marzo 2016, le Sezioni Unite presiedute da Giovanni Canzio hanno fornito risposta affermativa. E' ancora punibile il 'falso valutativo'.

Benché sia stata diffusa esclusivamente l'informazione provvisoria, e dunque non sono note le motivazioni della decisione, i giudici hanno affermato che ai fini della configurabilità del delitto di false comunicazioni sociali ha tuttora rilevanza il 'falso valutativo', anche dopo l'eliminazione dal testo dell'art. 2621 c.c. dell'inciso "ancorché oggetto di valutazioni" operata dalla l. 69 del 2015. 

In sostanza è prevalsa l'interpretazione estensiva della nuova formulazione codicistica, in base alla quale la locuzione 'fatti materiali rilevanti' deve intendersi comprensiva anche degli enunciati valutativi.