Insurance Focus (Italy): Claim made - Luci e ombre della tanto attesa sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

Insurance Update

A cura di:

Il 6 maggio 2016 è stata pubblicata la tanto attesa sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sul tema della validità ed efficacia della clausola claim made.

La Corte ha stabilito il seguente principio di diritto (coerentemente con talune precedenti sentenze delle sezioni semplici):

"nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l'operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta di risarcimento intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo preventivamente individuati… non è vessatoria. Essa, in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero…per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto…".

Nella motivazione della sentenza sono affermati i seguenti ulteriori principi, che certamente appaiono rassicuranti per gli operatori del mercato:

  • la clausola claim made non comporta violazione dell'art. 2965 del Codice Civile che prevede che è nullo il patto con cui si stabiliscono termini di decadenza che rendono eccessivamente difficile ad una delle parti l'esercizio del diritto;
  • l'eventuale violazione delle disposizioni del Codice Civile in materia di buona fede nell'esecuzione del contrato non possono mai comportare la nullità delle pattuizioni contrattuali (ivi inclusa la clausola claim made) ma eventualmente essere fonte di responsabilità per danni;
  • la clausola claim made non integra violazione dell'art. 1895 del Codice Civile (che prevede la nullità dei contratti assicurativi aventi ad oggetto rischi già verificatisi prima della loro stipulazione) in quanto, nell'assicurazione della responsabilità civile, "il rischio dell'aggressione del patrimonio dell'assicurato…si concretizza progressivamente, perché esso non si esaurisce nella sola condotta materiale…occorrendo anche la manifestazione del danneggiato di esercitare il diritto al risarcimento". Per tale ragione, la clausola claim made è lecita in quanto resta "impregiudicata l'alea dell'avveramento progressivo degli altri elementi costitutivi dell'impoverimento patrimoniale del danneggiante-assicurato";
  • la clausola claim made non è vessatoria (ai sensi dell'art. 1341 del Codice Civile) in quanto essa non limita la responsabilità dell'assicuratore ma delimita l'oggetto dell'assicurazione.

Le "ombre" della sentenza possono invece essere ravvisate in alcuni passaggi in cui i giudici della Corte - partendo dalla constatazione dell'obbligo per i professionisti di stipulare una polizza assicurativa a copertura della propria responsabilità civile (a seguito dei vari provvedimenti legislativi succedutisi dal 2011 al 2014) - affermano che "il giudizio di idoneità della polizza difficilmente potrà essere positivo in presenza di una clausola claim made, la quale, comunque articolata, espone il garantito a buchi di copertura…".

Aggiunge quindi la Corte che di tale aspetto si dovrà tenere conto "in sede di redazione del decreto presidenziale chiamato a stabilire, per gli esercenti le professioni sanitarie, le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l'idoneità dei relativi contratti".