Un cambiamento "epocale" per la digitalizzazione delle imprese

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L'entrata in vigore in data 14 settembre 2016 delle modifiche ed integrazioni al Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) - ai sensi del Decreto Legislativo 26 agosto 2016 n. 179 - introduce una svolta "epocale" per la digitalizzazione delle imprese che operano in Italia, sancendo, anche nel nostro paese, un principio di “neutralità tecnologica” rispetto alla forma elettronica di un documento e quindi semplificando la sottoscrizione e la valenza probatoria dei contratti a distanza.

Il retaggio storico della "forma scritta"

Il codice civile italiano e la normativa del settore bancario e assicurativo hanno tradizionalmente considerato la “forma scritta” come una certificazione di garanzia e di maggior tutela. Tuttavia, questo approccio ha comportato notevoli problemi nei rapporti a distanza.

Infatti, prima delle recenti modifiche, il CAD considerava solo la firma elettronica qualificata, avanzata o digitale come equivalente alla forma scritta con la conseguenza che un eventuale contratto a distanza (ad esempio per l’apertura di un conto corrente o per l’esecuzione di investimenti) doveva essere sottoscritto attraverso un sistema di firma elettronica qualificata prestato da un ente di certificazione accreditato.

Quale alternativa a questa soluzione era necessario per il cliente sottoscrivere il contratto manualmente ed inviarlo via posta all'esercente con evidenti allungamento dei tempi di contrattualizzazione.

Quali novità?

L'articolo 21, I comma del CAD, nella sua nuova versione, prevede ora che "il documento informatico cui è apposta una firma elettronica soddisfa il requisito della forma scritta e sul piano probatorio è liberamente valutabile in giudizio tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità , sicurezza, integrità e immodificabilità".

Il nuovo dettato della norma precisa, a differenza del passato, che l'utilizzo di una generica firma elettronica - ovvero qualsiasi tipo di firma elettronica e non solo la firma elettronica avanzata, qualificata o digitale - soddisfa il requisito della forma scritta, agevolando gli operatori di e-commerce e del settore assicurativo e semplificando l'attività degli operatori bancari.

L'accettazione delle clausole vessatorie (articolo 1341 c.c.) sarà più semplice?

La modifica al CAD cambia altresì lo scenario in materia di accettazione telematica delle clausole di cui all'articolo 1341[1] del Codice Civile, il quale prevede che in caso di condizioni generali che non sono state negoziate tra le parti - come avviene in tutti i casi di contrattualizzazione di consumatori ad esempio - le clausole c.d. vessatorie non sono efficaci e quindi non possono essere fatte valere dalla parte che ha redatto le condizioni generali (l’impresa) nei confronti della controparte (tipicamente i consumatori, ma anche ogni impresa che non ha negoziato un contratto), a meno che quest’ultimo non le abbia specificatamente approvate per iscritto.

Tale previsione rappresentava un ostacolo non solo per i settori regolamentati sopra indicati, ma anche per l’intero settore dell’e-commerce con la conseguenza che gli operatori si facevano carico del rischio di contestazione dell'efficacia delle clausole vessatorie.

Il nuovo CAD sembra dissolvere i dubbi avallati da uno specifico indirizzo giurisprudenziale restio alla sottoscrizione delle suindicate clausole per il tramite di una qualsiasi firma elettronica (anche un semplice point & click). Da oggi, infatti, tale accettazione soddisferà pienamente il requisito della forma scritta e, pertanto, sarà idonea a vincolare il contraente stesso.

Quali risvolti in ambito bancario ed assicurativo?

In ambito assicurativo, ove i contratti devono avere la forma scritta ad probationem, l'espressa previsione di legge - secondo cui il documento informatico con sottoscrizione mediante firma elettronica soddisfa il requisito della forma scritta - ha un effetto positivo per le imprese di assicurazione che saranno incentivate concludere i contratti direttamente in formato digitale. Tale nuova previsione comporta infatti l'inversione dell'onere della prova in sede giudiziale: essendo la forma scritta soddisfatta ex lege anche con l'apposizione della sola firma elettronica, spetterà a chi intende contestare la "qualità, sicurezza, integrità e immodificabilità" del documento informatico fornirne la prova.

Con riferimento al settore bancario, le modifiche introdotte al CAD hanno l'effetto di accelerare e semplificare il processo relativo al passaggio dell'operatività a canoni digitali ed elettronici, consentendo alle banche di utilizzare documenti informatici - sottoscritti con un semplice click - per tutta la modulistica che precede la conclusione del contratto (e.g. moduli antiriciclaggio e privacy), ovvero che si pone nell'ambito dell'esecuzione del contratto stesso.

Nessuna novità invece con riferimento alla disciplina dei contratti bancari: per questi ultimi, che richiedono la forma scritta ad substantiam, viene confermata la necessità di sottoscrizione "a pena di nullità, con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale".


[1] Ovvero di clausole che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione, ovvero sanciscono a carico dell’altro contraente decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell’autorità giudiziaria (articolo 1341, II comma Codice Civile.