Vantaggi fiscali per persone fisiche non residenti in Italia

Tax Update

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Visti di ingresso più facili per gli stranieri interessati a investire in Italia, più appeal per la detassazione dei redditi prodotti da autonomi e dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro, un nuovo regime fiscale di favore per i redditi esteri di chi intende trasferire la residenza nel nostro Paese, sulla falsa riga del regime «Resident not domiciled» di matrice anglosassone.

Quest'ultima è certamente una novità dal forte appeal che, laddove introdotta, potrebbe attrarre in Italia un considerevole numero di high net-worth individuals che diversamente mai considererebbero di trasferire la propria residenza in Italia, incrementando le chances di arrivo di nuovi capitali nel nostro Paese.

Sono alcune delle misure contenute nel Ddl di Bilancio:

  • Introduzione di uno visto per investitori di durata biennale (rinnovabile, in taluni casi, per ulteriori tre anni) in caso di ingresso e soggiorno per periodi superiori ai tre mesi. Per beneficiare di tale regime il soggetto non residente dovrà dimostrare, alternativamente, la volontà di effettuare investimenti in Italia pari ad almeno a:
    1. due milioni di euro in titoli di Stato, da mantenere per almeno 2 anni
    2. un milione di euro in strumenti partecipativi del capitale di una società operante e residente in Italia, anch’essi per almeno 2 anni; oppure
    3. un milione di euro in donazioni a carattere filantropico nei settori della cultura, istruzione, gestione dell’immigrazione, ricerca scientifica o recupero dei beni culturali
  • Modifiche al regime speciale per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza in Italia per ragioni di affari, la cui portata viene estesa ai lavoratori autonomi, a condizione che questi permangano nel nostro Paese per almeno due anni. Inoltre, si potenzia la no tax area, ad oggi limitata al 30% del reddito conseguito, incrementando la fascia di esenzione sino al 50% del reddito di lavoro dipendente o autonomo conseguito nel nostro Paese.
  • Il regime potrebbe poi vedere estesa la platea dei soggetti interessati, ad oggi limitata ai cittadini residenti nei Paesi che fanno parte dell’Unione europea, includendo anche i cittadini residenti in Paesi extra-EU con i quali sono stati siglati accordi per lo scambio di informazioni o convenzioni contro le doppie imposizioni.

  • Un nuovo regime fiscale per i soggetti non residenti (con taluni specifici requisiti) e i relativi familiari al seguito che intendono trasferire la residenza in Italia, strutturato sulla falsa riga del regime «Resident not domiciled» già in vigore da diverso tempo nel Regno Unito, in base al quale la totalità dei redditi prodotti fuori Italia potrebbero essere tassati, previa presentazione di un’istanza di interpello, con una imposta sostitutiva determinata su base forfetaria di 100.000 euro e pari a 25.000 euro per i familiari. Il periodo di opzione potrà durare, fatti salvi i casi di revoca o cessazione, sino a un massimo di quindici anni.
  • L'opzione esclude anche l'obbligo di monitoraggio fiscale, l'esenzione dalle imposte patrimoniali (Ivie/Ivafe) così come l'esenzione dalle imposte sulle successioni e donazioni sui beni detenuti all'estero.