Recepita in Italia la Direttiva sul risarcimento del danno antitrust

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Con il decreto legislativo n. 3 del 2017 (il Decreto), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 19 gennaio 2017, è stata recepita nell'ordinamento italiano la Direttiva 2014/104/UE sulle azioni di risarcimento del danno conseguente alla violazione della normativa antitrust.

Ambito di applicazione

Il Decreto si applica sia alle azioni individuali sia alle azioni collettive (class action), da chiunque avviate in Italia, che abbiano ad oggetto il risarcimento del danno causato da una violazione del diritto della concorrenza comunitario o nazionale in materia di intese anticompetitive o di abuso di posizione dominante.

Principali novità

Il Decreto introduce novità sia nel diritto sostanziale sia nel diritto processuale italiano con l’obiettivo di rendere effettiva e armonizzata a livello comunitario la tutela risarcitoria contro gli illeciti antitrust.

Esibizione delle prove

Su istanza motivata il giudice civile può ordinare alle parti o a terzi l'esibizione delle prove ritenute rilevanti, anche al di fuori dei limiti stabiliti dal codice di procedura civile.

L’esibizione è ordinata nel rispetto del principio di proporzionalità e con misure idonee a tutelare le informazioni riservate della parte o del terzo.

Il giudice può ordinare l'esibizione anche dei documenti contenuti nel fascicolo istruttorio di un'autorità garante della concorrenza, ma con una serie di importanti limitazioni per evitare che l’accesso ai documenti possa pregiudicare l’efficacia dell’azione pubblicistica dell’autorità antitrust.

Non può essere richiesta l’esibizione di prove aventi ad oggetto dichiarazioni formulate nell’ambito di un programma di clemenza (cd. leniency) o proposte di transazione.

Effetto vincolante delle decisioni dell’AGCM

La violazione del diritto della concorrenza constatata da una decisione definitiva (ovverosia non più impugnabile con mezzi ordinari) dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) o del giudice amministrativo sarà ritenuta definitivamente accertata ai fini dell’azione per il risarcimento del danno dinanzi al giudice civile.

L’effetto vincolante riguarda la natura della violazione e la sua portata materiale, personale, temporale e territoriale, ma non l’esistenza del danno e il nesso di causalità.

La decisione assunta dall'autorità antitrust di un altro Stato membro non ha effetto vincolante ma rappresenta una prova liberamente valutabile dal giudice civile insieme ad altre prove.

Per le decisioni della Commissione europea l’efficacia vincolante era già prevista dall’art. 16 del Regolamento n. 1/2003.

Termine di prescrizione

Il Decreto stabilisce espressamente che il risarcimento del danno derivante da violazione del diritto antitrust si prescrive in cinque anni; non è tuttavia una novità sostanziale, trattandosi del medesimo termine già ricavabile dal codice civile.

Le vere novità riguardano:

  1. Il dies a quo del termine di prescrizione, essendo stabilito che detto termine non inizia a decorrere prima che la violazione del diritto della concorrenza sia cessata e prima che l’attore sia a conoscenza o si possa ragionevolmente presumere che sia a conoscenza dell’illecito antitrust, del suo autore e del danno; il dies a quo è ulteriormente differito in alcuni casi particolari di azioni promosse contro talune delle imprese corresponsabili della violazione
  2. La sospensione della prescrizione quando l’autorità garante della concorrenza avvia un’indagine o un’istruttoria in relazione alla violazione del diritto della concorrenza cui si riferisce l'azione risarcitoria; la sospensione si protrae per uno anno dal momento in cui la decisione sulla sussistenza dell'illecito antitrust è divenuta definitiva (ovverosia quando la decisione non è più impugnabile con mezzi ordinari) o dopo che il procedimento si è chiuso in altro modo

Responsabilità in solido

Sono previste deroghe parziali al principio della responsabilità in solido ex art. 2055 cod. civ. dei coautori di una violazione antitrust, in favore delle piccole o medie imprese, nonché in favore delle imprese che abbiano beneficiato dell’immunità dall’ammenda da un’autorità garante della concorrenza nell’ambito di un programma di clemenza.

Acquirente indiretto e trasferimento del sovrapprezzo

Il risarcimento del danno può essere chiesto da chiunque lo ha subito, indipendentemente dal fatto che si tratti di un acquirente diretto o indiretto dell’autore della violazione.

Il convenuto nell’azione di risarcimento del danno può difendersi eccependo il fatto che l’attore abbia trasferito in tutto o in parte il sovrapprezzo derivante dalla violazione (c.d. passing-on defense), ma ha l’onere di provare il trasferimento.

L’acquirente indiretto che agisca per il risarcimento del danno ha l’onere di provare il trasferimento del sovrapprezzo in suo danno, ma la prova è agevolata da una serie di presunzioni.

Quantificazione del danno

Il risarcimento comprende il danno emergente, il lucro cessante e gli interessi e non dovrà determinare sovracompensazioni.

La quantificazione del danno dovrà essere effettuata secondo gli ordinari criteri stabiliti dagli artt. 1223, 1226 e 1227 del codice civile

Nel caso in cui la violazione antitrust consista in un cartello l’esistenza del danno si presume, salva prova contraria da parte dell’autore della violazione.

Il giudice civile potrà chiedere l’assistenza dell’AGCM formulando specifiche richieste sugli orientamenti che riguardano la quantificazione del danno.

Composizione consensuale delle controversie

Sono previste misure volte a incentivare la composizione stragiudiziale delle controversie riguardanti le richieste di risarcimento del danno antitrust.

Nel caso in cui le parti hanno fatto ricorso ad una procedura stragiudiziale di risoluzione della controversia il giudice su istanza delle parti può sospendere il processo sino a due anni.

Competenza degli uffici giudiziari

Per le azioni di risarcimento del danno antitrust di cui al Decreto viene disposta la competenza inderogabile delle Sezioni Specializzate in materia di impresa di Milano (per il nord Italia), Roma (per il centro Italia e la Sardegna) e Napoli (per il sud Italia).

Data di entrata in vigore

Il Decreto entrerà in vigore il 3 febbraio 2017. Tuttavia, in forza di un’espressa disposizione transitoria (art. 19), le norme che disciplinano l'esibizione delle prove (artt. 3, 4 e 5), e la norma che prevede la sospensione facoltativa del processo in pendenza di un procedimento di composizione stragiudiziale tra le parti (art. 15, comma 2) si applicheranno ai giudizi di risarcimento del danno da violazione del diritto antitrust promossi successivamente al 26 dicembre 2014.