La scoperta delle 21 Costituenti in attesa dell'8 marzo

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Ritrovare una traccia del percorso dell'emancipazione femminile per proseguire il viaggio che ciascuna di noi sta compiendo.
Conoscere l'impegno che ha animato settant'anni fa altre donne a lavorare per il miglioramento della condizione del Paese e delle cittadine.
Percepire la lungimiranza dell'azione di coloro che si occupavano di politica quando per la politica non avevano ancora diritto al voto.
Sono alcune delle ragioni che ci hanno spinto ad organizzare e promuovere la serata dell'8 marzo sulle 21 Madri della Costituzione.
L'evento in loro onore si avvicina.
Perché non conoscerle insieme un po' meglio nell'attesa dell'evento?
Ecco di seguito alcuni aneddoti che raccontano la loro vita, il loro pensiero, la loro forza.

Un giorno, in sottocommissione all’Assemblea Costituente, Pajetta – che mi stuzzicava continuamente – mi disse “Se ne vada”. E io dissi “Perché? Mica comanda lei?”, “No” mi rispose, “se ne vada, perché tra un po’ qui facciamo  a botte”. Pajetta mi manifestava il cortese riguardo che i nostri colleghi ci riservavano. Qualcosa che aveva un vago sapore cavalleresco che certo non si poteva aspettare il mio “E allora facciamo a botte, rimango anche io”, di risposta.”
Filomena Delli Castelli, eletta all’Assemblea Costituente tra le file della DC, all’età di 30 anni.

Per l’8 marzo non potevamo organizzare una festa perché eravamo ormai troppo deboli e affamate, quindi decidemmo di tenere una conferenza [al campo di concentramento di Ravensbrück NdR]. (…) La conferenza doveva interessare tutte le deportate. Era giusto parlare delle donne di molti paesi. Dovevamo ricordare non solo le comuniste o le resistenti ma anche le patriote di tutti i secoli, quelle donne che ovunque avevano lottato in un modo o nell’altro per il progresso e la libertà (…) era importante che tutti sapessero che in ogni secolo c’erano state donne che avevano lottato per difendere il proprio paese o la propria religione, il pane, il lavoro, la libertà da ogni oppressione, contro la tirannia e lo sfruttamento. Trovai più aiuto di quanto avessi sperato. Tutte volevano dirmi qualcosa del proprio paese, di persone conosciute o di episodi di lotta o di quello che ricordavano dalle lezioni di scuola.
Tenemmo la conferenza la sera dell’8 marzo del 1945 appena suonato il silenzio. Salii sul giaciglio più alto di un castello posto in mezzo al blocco, mentre le deportate si affollavano sugli alti pagliericci e incominciai il mio  discorso. Parlai a lungo delle donne di tutto il mondo, dell’esempio tramandatoci nei secoli, parlai delle sante e delle schiave, delle operarie e delle contadine, delle intellettuali e delle scienziate, delle analfabete e delle artiste. Continuai a parlare finché non caddi stremata sul giaciglio che mi aveva ospitata”.
Teresa Noce, eletta all’Assemblea Costituente tra le file del PC, all’età di 46 anni.

Ai giovani dobbiamo molto. Dobbiamo quel che noi non avemmo. Perché nella nostra età più bella noi abbiamo visto erigersi davanti a noi i volti della tirannia e della guerra, che devono sparire per sempre dal loro orizzonte. Ai giovani dobbiamo dare tutto ciò che favorisce lo sviluppo armonico delle loro energie fisiche, la forza del carattere, lo slancio di tutto l’essere verso la bellezza, la libertà, la giustizia, la bontà. Solamente così si prepara l’avvenire.”
Angela Merlin, eletta all’Assemblea Costituente tra le file del PSI, all’età di 59 anni.

Non avevamo ancora l’abitudine di avere degli scambi di idee fra di noi, ora che eravamo chiamate a condurre un’azione comune per l’affermazione dei diritti delle donne nella Carta Costituzionale: successe però che quasi istintivamente riuscimmo a trovare delle posizioni comuni, conducendo un lavoro prezioso anche se non molto visibile, all’interno dei nostri gruppi parlamentari per arrivare alla stesura degli articoli fondamentali della Costituzione, che riguardano l’uguaglianza di fronte alla legge, nel lavoro e nella famiglia”.
Nilde Iotti, eletta all’Assemblea Costituente tra le file del PC, all’età di 26 anni.

Onorevoli colleghi, l’articolo 33 (ora articolo 37 NdR) riguarda la donna lavoratrice (…) Da qui a pochi anni noi dovremo perfino meravigliarci di aver introdotto questo articolo nel testo costituzionale e per aver dovuto sancire nella Carta Costituzionale che a due lavoratori di sesso diverso, ma che compiono lo stesso lavoro spetta una uguale retribuzione
Maria Federici, eletta all’Assemblea Costituente tra le file della DC, all’età di 47 anni.

Credo proprio di poter interpretare il pensiero di tutte noi Consultrici invitandovi a considerarci non come rappresentanti del solito sesso debole e gentile, oggetto di formali galanterie e di cavalleria di altri tempi, ma pregandovi di valutarci come espressione rappresentativa di quella metà del popolo italiano che ha pur qualcosa da dire, che ha lavorato con voi, con voi ha sofferto, ha resistito, ha combattuto, con voi ha vinto e ora con voi lotta per una democrazia che sia di libertà politica, giustizia sociale, elevazione morale
Angela Maria Guidi Cingolani, eletta all’Assemblea Costituente tra le file della DC, all’età di 50 anni.

Fonti

T. Noce, Rivoluzionaria professionale, Milano, la Pietra, 1974