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Energy Alert

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Sono state pubblicate dal GSE in data 21 febbraio 2017 le procedure per la gestione degli interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico degli impianti fotovoltaici incentivati in conto energia. Il documento, in attuazione di quanto previsto dall’art. 30 del DM 23 giugno 2016, contiene le regole che i soggetti responsabili devono seguire nell'esecuzione di interventi di manutenzione e ammodernamento tecnologico degli impianti fotovoltaici (le "Regole") e nelle intenzioni del GSE è finalizzato a ridurre e semplificare gli adempimenti necessari e al contempo a massimizzazione la produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, promuovendo la diffusione di “buone pratiche” da adottare nella realizzazione di tali interventi.

Le Regole mirano ad assicurare che tali interventi garantiscano la permanenza dei requisiti oggettivi che hanno consentito l’accesso alle tariffe incentivanti e il riconoscimento di eventuali premi o maggiorazioni, evitando quindi che il GSE, nell'ambito dei propri compiti di vigilanza, dichiari la decadenza dagli incentivi o la rimodulazione degli stessi.

Come meglio evidenziato nel corso dell'articolo, le Regole introducono una serie di adempimenti ancillari agli interventi di manutenzione e gestione degli impianti fotovoltaici, dei quali dovrà necessariamente tenersi conto - magari con la rimodulazione dei contratti di manutenzione esistenti - in considerazione del fatto che la loro violazione può comportare la decadenza dal diritto di percepire l'incentivo o una sua rimodulazione dal momento che spesso tali attività vengono gestite in autonomia dai soggetti ai quali sono state appaltate le attività di manutenzione.

Inoltre, sarà opportuno valutare la necessità di intervenire anche sulle condizioni dei contratti di finanziamento in essere, sia al fine di imporre e monitorare il rispetto delle Regole sia al fine di tenere conto dei maggiori oneri e costi di progetto derivanti dal rispetto di tali Regole (inclusi, a titolo esemplificativo, gli oneri di istruttoria).

L'ambito di applicazione

Le Regole si applicano ai seguenti interventi:

  • Attività di manutenzione, definite come il complesso delle attività tecniche atte a conservare o ripristinare la funzionalità e l'efficienza di un impianto, e a loro volta suddivise tra:
    • Manutenzione ordinaria, definita come l'insieme delle operazioni finalizzate al mantenimento delle prestazioni energetiche previste in fase di progettazione e di messa in servizio dell’impianto nonché a far fronte a eventi accidentali, senza tuttavia modificare la struttura essenziale dell’impianto stesso
    • Manutenzione straordinaria, definita come l'insieme delle operazioni volte alla sostituzione di un componente con un altro avente caratteristiche diverse
  • Interventi di ammodernamento tecnologico, definiti come l'insieme delle operazioni volte a rimediare al degrado dei componenti oppure a scelte progettuali inadeguate, e a conseguire il ripristino del rendimento teorico atteso
  • Nel caso di impianti integrati o installati su edifici o altre strutture, interventi su tali edifici volti al ripristino od ottimizzazione delle prestazioni e dei benefici economici a cui sono finalizzati.

Le Regole si applicano a tutti gli impianti, con le seguenti eccezioni:

  • Esonero, per gli impianti di potenza pari o inferiore a 3 kW, dall’obbligo di comunicazione al GSE, fermo restando l'obbligo che gli interventi siano realizzati in conformità alle previsioni del conto energia di riferimento e degli altri princìpi della regolazione vigente in materia. Per tali impianti è previsto solamente l'obbligo di comunicare eventuali interventi di sostituzione di moduli ai sensi della disciplina in materia di RAEE, la realizzazione di potenziamenti non incentivati e l’installazione di sistemi di accumulo.
  • Procedure semplificate per gli impianti di potenza compresa tra 3 e 20 kW.

Le procedure e i criteri

Il GSE diversifica le procedure a seconda che gli interventi da realizzare siano "significativi" o "non significativi".

Gli interventi significativi sono quelli che comportano la variazione di dati caratteristici rilevanti o di configurazione dell’impianto.

In caso di interventi significativi, il soggetto responsabile deve darne comunicazione al GSE entro 60 giorni dall’avvenuto completamento dell’intervento, allegando i documenti idonei a descrivere e circostanziare i lavori effettuati. L'Appendice A delle Regole indica la documentazione da allegare in base al tipo di intervento.

Qualora il GSE, nel corso della propria valutazione preliminare, evidenziasse l'insufficienza dei documenti forniti o potenziali effetti pregiudizievoli sul mantenimento degli incentivi, esso avvierà un procedimento amministrativo ex L. 241/90, da concludersi in 90 giorni, al fine di riscontrare puntualmente, in contradditorio con il soggetto responsabile, la permanenza di tutti i requisiti che hanno consentito il riconoscimento della tariffa incentivante e degli eventuali premi o maggiorazioni.

In caso di esito positivo della verifica, il GSE procederà con l'aggiornamento dei dati dell'impianto.

In caso di mancata comunicazione, il GSE, in sede di verifica, potrebbe essere impossibilitato a valutare la sussistenza o la permanenza dei requisiti e dei presupposti per il riconoscimento o il mantenimento degli incentivi, con la conseguente variazione della tariffa incentivante, ovvero decadenza dal diritto a percepire gli incentivi.

Le Regole individuano poi specifici criteri che i soggetti responsabili devono rispettare nelle diverse ipotesi di intervento significativo:

  • Lo spostamento dell'impianto dal sito originario: viene confermato il divieto di smontare un impianto per ricostruirlo altrove, prevedendo unicamente la possibilità di inviare al GSE una richiesta di valutazione preliminare qualora la necessità di tale spostamento derivi da cause di forza maggiore, eventi imprevedibili o comunque non dipendenti dal soggetto responsabile.
  • Lo spostamento di componenti nell'ambito del medesimo sito: viene in astratto consentito lo spostamento di componenti principali quali i moduli fotovoltaici, ad esempio al fine di massimizzare le performance dell'impianto attenuando gli effetti dell'ombreggiamento causato da edifici di nuova realizzazione, oppure al fine di valorizzare economicamente gli asset su cui è installato l'impianto.
  • La sostituzione dei componenti principali (moduli e inverter):
    • I moduli installati in sostituzione devono essere nuovi o rigenerati e conformi ai requisiti del Quinto Conto Energia.

      A tale proposito, nei mesi scorsi il GSE aveva avuto modo di confermare che al momento tutti gli operatori attualmente presenti sul mercato sono in grado di produrre sia le certificazioni di prodotto che le certificazioni di sistema previste dal Quinto Conto Energia.

      Con riferimenti agli inverter, dal momento che potrebbero riscontrarsi maggiori difficoltà nel reperire componenti con le certificazioni previste dal Quinto Conto Energia, soprattutto nei casi in cui tali componenti presentino sistemi di accumulo dell’energia prodotta integrati, le regole richiedono solamente la rispondenza alle norme (CEI) e alle delibere AEEGSI di riferimento.
    • Sono utilizzabili moduli facenti parte di scorte di parti di ricambio, e quindi acquistati in passato, a condizione che rispettino almeno i requisiti del conto energia di riferimento, che venga dimostrata la data di acquisto e, ove acquistati da terzi, l'attribuzione originaria all'impianto oggetto dell'intervento di sostituzione.
    • Resta fermo il divieto di utilizzare componenti provenienti da altri impianti incentivati in conto energia.
    • Qualora si vogliano riutilizzare in futuro per lo stesso impianto moduli rimossi in occasione di precedenti interventi (laddove ancora funzionanti), sarà necessario comunicare al GSE, a seguito dell'intervento di rimozione, l'intenzione di conservare tali moduli fino a successivo utilizzo indicando anche il luogo di conservazione.
    • In caso di sostituzione dei moduli, al fine di facilitare e rendere possibile l'eventuale riconfigurazione delle stringhe di generazione, necessaria per garantire il corretto funzionamento dell'inverter, è ammesso un incremento della potenza nominale dell'impianto fino al 5% per gli impianti fino a 20kW e all' 1% per gli impianti con potenza superiore - tale soglia deve considerarsi quale soglia massima complessiva per tutti gli incrementi nell'intero periodo di incentivazione.

      Vengono inoltre dichiarati ammissibili gli interventi di c.d. repowering, per incrementi di potenza superiori alle soglie sopra indicate, mediante interventi di potenziamento non incentivato.

      Nel primo caso, la potenza aggiuntiva beneficerà della tariffa incentivante riconosciuta all’impianto, mentre nel secondo caso, la quota di potenza aggiuntiva non beneficerà della tariffa incentivante (ma per tale eccedenza sarà possibile accedere al ritiro dedicato).

      I potenziamenti non incentivati sono auspicati dal GSE, e sono consentiti a condizione che l'impianto sia dotato di strumenti atti a rilevare l'esatta misura dell'energia prodotta dalla porzione di impianto non incentivata.
    • In caso di interventi di ripristino immediato conseguenti a danni estesi (es. incendi) viene consentito installare in via temporanea (per un periodo massimo di 6 mesi) i cd. muletti (anche nella disponibilità di terzi) a condizione che abbiano gli stessi requisiti dei componenti sostituiti, che non comportino aumento della potenza e che venga effettuata e comunicata al GSE la relativa sostituzione con componenti nuovi.
    • In occasione di qualsiasi sostituzione, il soggetto responsabile deve comunicare al GSE la destinazione finale dei componenti rimossi (smaltimento, invio al produttore, stoccaggio, vendita a terzi, furto o distruzione, etc.), anche al fine del rispetto della normativa in materia di smaltimento dei moduli fotovoltaici.
    • In caso di sostituzione di componenti che abbiano concorso all'ottenimento delle maggiorazioni previste dal quarto e dal quinto conto energia per l'uso di componenti di provenienza da un paese membro dell'Unione Europea /parte dell'Accordo sullo Spazio Economico Europeo, i nuovi componenti dovranno avere gli stessi requisiti.
  • La rimozione dei componenti principali: gli interventi di rimozione di moduli a seguito di danneggiamenti o altre cause tecniche sono sempre ammessi e determinano la riduzione della potenza nominale dell'impianto, temporanea o definitiva qualora il soggetto responsabile decida di rinunciare a tale quota di potenza. In tale secondo caso il soggetto responsabile dovrà inviare una specifica comunicazione al GSE.
  • Interventi di modifica edilizia dell'immobile / manufatto su cui è installato l'impianto: qualora vengano meno i requisiti iniziali, tali interventi possono comportare una diversa classificazione dell'impianto, con conseguente rimodulazione dell'incentivo, oppure la decadenza dall'incentivo stesso. Non è al contrario possibile ottenere un incremento dei benefici economici già riconosciuti.
  • La variazione del codice POD identificativo del punto di connessione dell’impianto alla rete: il punto di connessione deve rimanere unico e non condiviso con altri impianti per tutta la durata del periodo di incentivazione, pena la decadenza dagli incentivi per tutti gli impianti che dovessero trovarsi a condividere un punto di connessione. È astrattamente possibile variare il POD al fine di rendere la configurazione dell'impianto più efficiente.
  • Installazione di sistemi di accumulo: le Procedure rinviano ai principi della Delibera AEEGSI n. 574/2014/E/EEL e alle Regole tecniche per l'attuazione delle disposizioni relative all'integrazione di sistemi di accumulo di energia elettrica nel sistema elettrico nazionale ai sensi della deliberazione 574/2014/E/EEL pubblicate dal GSE.

Sono definiti interventi non significativi quelli che non comportano la variazione di dati caratteristici rilevanti o di configurazione dell’impianto, tali cioè da non incidere sul mantenimento degli incentivi, ivi inclusi, a titolo esemplificativo, lo spostamento di inverter e componenti elettrici minori; la sostituzione, rimozione, nuova installazione di componenti elettrici minori qualora l’intervento non determini variazioni del regime di cessione in rete dell’energia prodotta dall’impianto; interventi effettuati sulle strutture di sostegno dei moduli o sulle strutture edilizie su cui l’impianto è stato installato che non comportino variazioni dei requisiti in base ai quali l’impianto è stato incentivato.

In tali casi, il soggetto responsabile può inviare una comunicazione costituente una mera notifica di avvenuta realizzazione dell’intervento, senza necessità che alla comunicazione vengano allegati documenti.

Viene poi individuato un terzo caso, rappresentato dalla possibilità che il soggetto responsabili invii al GSE una richiesta di valutazione tecnica preliminare finalizzata a predeterminare i possibili effetti sugli incentivi inizialmente riconosciuti di interventi che esso intende realizzare nei casi di (i) sopravvenuti motivi di interesse pubblico, eventi di forza maggiore, eventi straordinari ed eccezionali o comunque non dipendenti dalla propria volontà; e (ii) impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative (BIPV), fotovoltaici a concentrazione (CPV) e fotovoltaici abbinati a interventi di efficientamento energetico per cui è stato riconosciuto il relativo premio, trattandosi queste ultime di installazioni che adottano soluzioni realizzative particolarmente complesse e tecnologicamente avanzate e innovative.

In tali casi il GSE avvierà in ogni caso un procedimento amministrativo da concludersi entro 60 giorni con l'invio di un provvedimento espresso recante la valutazione delle conseguenze dell'intervento. Le comunicazioni dovranno essere inviate via PEC o posta raccomandata, in attesa che il GSE attivi un sistema informatico apposito.

Costi di istruttoria

I soggetti responsabili dovranno sostenere un costo di istruttoria in caso di (i) comunicazioni inviate con riferimento ad interventi di manutenzione e/o ammodernamento tecnologico che comportino la variazione di dati caratteristici rilevanti o di configurazione dell’impianto, ovvero (i) richieste di valutazione preliminare.

Il corrispettivo è costituito da una quota fissa pari a 50€ e da una quota variabile pari a 2€ per ciascun kW di potenza incentivata fino a 20 kW e pari a 1€ per ciascun kW di potenza incentivata eccedente i primi 20 kW. Nel caso di avvenuta sostituzione dei componenti principali (moduli e inverter), il corrispettivo viene applicato sulla potenza dei componenti oggetto di sostituzione.

Il tentativo del 2015

Le Procedure sono state salutate con favore dagli operatori del settore e confermano l'annunciata inversione di marcia rispetto al precedente documento pubblicato dal GSE nel maggio 2015 (denominato "Regole per il mantenimento degli incentivi in conto energia") e caratterizzato da regole molto più rigide e penalizzanti.

Il precedente documento, infatti, era stato elaborato in un periodo di allarme per il livello raggiunto dal contatore fotovoltaico (nel luglio 2013 era stato raggiunto il limite del costo cumulato annuo stanziato per gli incentivi alla produzione fotovoltaica di 6,7 miliardi di euro annui) e si pone come obiettivo principale quello di evitare un incremento della spesa dovuta ad interventi sugli impianti che ne aumentassero la capacità o la produzione.

Il documento del 2015, lo ricordiamo, venne duramente criticato e il GSE prese la decisione di sospenderne l'efficacia rinviando al nuovo decreto FER l'elaborazione di criteri maggiormente condivisi. Fino ad oggi le uniche regole erano quindi quelle previste dai rispettivi conti energia di riferimento.

Tra le misure più criticate, ricordiamo (i) l'introduzione di un tetto agli aumenti di potenza espresso non in termini di potenza ma di produzione, calcolata come percentuale rispetto alla produzione dello specifico impianto degli ultimi 3 anni (o, qualora più recente, rispetto ad una produzione stimata), con ciò penalizzando gli impianti che per ragioni di errata progettazione o cattiva manutenzione producevano meno di quanto avrebbero potuto, (ii) e l'obbligo di notificare al GSE, in relazione a qualsiasi tipologia di intervento, sia l'inizio dei lavori che la fine dell'intervento.