Il DDL Gelli è diventato legge

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Dopo la legge Balduzzi, entrata in vigore nel 2012, un'altra importante riforma in ambito sanitario è stata approvata dal Parlamento: si tratta del disegno di legge Gelli, che prende il nome dal deputato che lo ha presentato alla Camera, Federico Gelli, medico egli stesso e responsabile sanità nazionale per il Partito Democratico.

L'Iter legislativo

Il DDL Gelli è stato inizialmente approvato dalla Camera il 28 gennaio 2016 in un testo risultante dall'unificazione di più disegni di legge.

Tale disegno di legge è stato quindi trasmesso al Senato che - dopo l'introduzione di alcune modifiche, anche importanti, da parte della Commissione Igiene e Sanità - lo ha approvato l'11 gennaio 2017.

Il DDL Gelli è stato infine ritrasmesso alla Camera per l'approvazione definitiva. L'esito della nuova discussione alla Camera appariva scontato ed infatti l'approvazione è giunta in tempi rapidi, il 28 febbraio 2017, con 255 voti favorevoli, 113 contrari e 22 astenuti.

Il testo della legge dovrà ora essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore solo al termine della c.d. vacatio legis. Inoltre, come previsto nel medesimo DDL Gelli, saranno necessari ulteriori 120 giorni, dall'entrata in vigore, affinché siano emanati i decreti attuativi che stabiliranno i requisiti minimi delle polizze assicurative a favore della categoria.

Gli obiettivi

Come spiegato dallo stesso relatore Gelli, il disegno di legge in esame mira a garantire la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute attraverso due punti cardine: l'aumento delle garanzie e delle tutele per gli esercenti le professioni sanitarie e, al contempo, il rafforzamento della garanzia per i pazienti di poter essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti.

In linea con il processo già avviato mediante la legge Balduzzi, il DDL Gelli si propone dunque di raggiungere un equilibrio, spesso difficile, tra la tutela del paziente e il limite al contenzioso e al ricorso alla medicina difensiva da parte dei sanitari.

Le novità del DDL Gelli

Il DDL Gelli può essere diviso idealmente in due parti: una prima parte contenente disposizioni a tutela del paziente e una seconda incentrata sulla disciplina della responsabilità degli esercenti la professione sanitaria, dell'assicurazione degli stessi e di taluni aspetti del contenzioso da medical malpractice.

Tra le novità della prima parte si segnalano la responsabilizzazione di tutto il personale sanitario rispetto alla prevenzione del rischio e al c.d. risk management (art. 1 DDL), la possibilità per le regioni di affidare all'ufficio del difensore civico la funzione di garante per il diritto alla salute (art. 2 DDL), l'istituzione di un osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità presso l'Agenas (art. 3 DDL) e infine l'introduzione dell'obbligo di trasparenza dei dati relativi ai pazienti e ai risarcimenti erogati dalle strutture sanitarie pubbliche e private (art. 4 DDL).

Per quanto riguarda, invece, la seconda parte, sono previste importanti novità in tema di responsabilità penale (non punibilità, nella sola ipotesi di evento verificatosi a causa di imperizia, in caso di rispetto delle raccomandazioni previste dalle linee guida - art. 6 DDL) e civile (introduzione del doppio binario per la responsabilità in ambito sanitario: contrattuale a carico delle strutture sanitarie, ed extracontrattuale per l'esercente la professione sanitaria che svolga la propria attività nell'ambito di una struttura sanitaria pubblica o privata o in rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale, salvo il caso in cui lo stesso abbia agito nell'adempimento di un'obbligazione contrattuale assunta verso il paziente - art. 7 DDL).

Le novità sul fronte processuale sono altrettanto significative, anche se la loro portata pratica potrà essere valutata solo con il tempo.

Per ridurre il contenzioso è stato infatti istituito il tentativo obbligatorio di conciliazione tramite A.T.P. prima dell'avvio di qualunque procedimento, con partecipazione obbligatoria per tutte le parti, comprese le compagnie assicuratrici (art. 8 DDL). L'azione di rivalsa verso i sanitari che esercitano in strutture pubbliche, che in un primo tempo era stata affidata alla giurisdizione del giudice ordinario, rimane invece in capo alla Procura presso la Corte dei conti ed è sempre esercitabile nei soli casi di dolo o colpa grave (art. 9 DDL).

Per quanto riguarda l'obbligo di assicurazione, lo stesso riguarda sia le strutture sanitarie, pubbliche e private, che i sanitari liberi professionisti (art. 10 DDL). Occorrerà attendere l'emanazione da parte del Ministero dello sviluppo economico dei decreti attuativi per conoscere quali saranno i requisiti minimi (normalmente rimessi alla libera contrattazione tra le parti) delle polizze assicurative a favore della categoria, anche se alcune importanti novità in materia di operatività temporale di tali garanzia assicurative sono già contenute nell'art. 11 DDL.

Chiaramente ispirate alla disciplina della responsabilità civile in campo automobilistico sono infine l'istituzione di un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria (art. 14 DDL) e l'introduzione dell'azione diretta del soggetto danneggiato nei confronti delle compagnie assicuratrici delle strutture e dei sanitari, che non potranno opporre al terzo eccezioni di garanzia (art. 12 DDL).

Secondo alcune stime, in Italia sono pendenti circa 300.000 contenziosi per medical malpractice ed ogni anno i nuovo procedimenti contro gli esercenti le professioni sanitarie sono circa 35.000. Riuscirà la nuova legge a porre rimedio a questa situazione? Difficile dirlo, anche se alcune delle novità introdotte appaiono interessanti e, se ben attuate nella pratica, potrebbero giocare un ruolo deflattivo importante.

Quasi certamente, comunque, l'introduzione del doppio binario di responsabilità comporterà un inesorabile spostamento del contenzioso in capo alle strutture sanitarie, con tutti i conseguenti oneri, soprattutto economici, legati alla gestione dello stesso. Sarà allora interessante vedere come gli assicuratori, che nelle cause di responsabilità civile giocano normalmente un ruolo di primaria importanza, accoglieranno le novità del DDL Gelli (e degli emanandi decreti di attuazione) e se queste ultime determineranno un ritorno di interesse delle compagnie per questo settore.