Le opportunità dei PIR e dei prodotti multiramo

Insurance Alert

A cura di:

La legge n. 232/2017 (c.d. Legge di Stabilità per il 2017, la "Legge") ha previsto, ai commi 100-114 dell'articolo 1, l’esenzione da imposizione dei redditi diversi e di capitale, conseguiti da persone fisiche residenti nel territorio dello Stato al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale, derivanti dagli strumenti finanziari compresi nei Piani di Risparmio a lungo termine (cc.dd. PIR).

La Legge, che non necessita di interventi attuativi di secondo livello, prevede che i PIR siano costituiti con la destinazione di somme o valori per un importo non superiore, per ciascun anno solare, a 30.000 euro ed entro il limite complessivo di Euro 150.000, mediante l'apertura di un rapporto di custodia o amministrazione o gestione di portafogli o altro stabile rapporto con esercizio dell'opzione per l'applicazione del regime di risparmio gestito ovvero mediante un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione, concluso anche con imprese operanti in Italia in regime di libera prestazione di servizi (oltre che di stabilimento), che abbaino nominato in Italia un rappresentante fiscale.

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali sopra indicate (in aggiunta all'esenzione dall'imposta di successione e donazione in caso di trasferimento per causa di morte), (i) i PIR devono essere investiti, per almeno il 70% in strumenti finanziari (anche non negoziati) emessi o stipulati con imprese residenti in Italia o in Stati Membri UE o in Stati aderenti all'accordo SEE, con stabile organizzazione in Italia e che svolgano attività diversa da quella immobiliare, (ii) a condizione tuttavia che il 30% della predetta quota del 70% - pari, cioè al 21% del totale - sia investito in strumenti finanziari emessi da imprese diverse da quelle inserite nell'indice FTSE MIB di Borsa Italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati; (iii) gli strumenti finanziari inseriti nel PIR devono essere detenuti per almeno cinque anni.

Non è inoltre consentito investire più del 10% del totale degli attivi costituenti il PIR in strumenti finanziari di uno stesso emittente o emessi da società appartenenti al medesimo gruppo o in depositi o conti correnti (c.d. limite di concentrazione).

In attesa dei chiarimenti che dovrebbero pervenire dall'Agenzia delle Entrate entro i primi sei mesi del corrente anno e che dovrebbero poter definire se le polizze pre-esistenti la Legge, con più linee di investimento (e dunque non "dedicate") possano essere utilizzate per la predetta finalità, le imprese di assicurazione sia italiane che straniere guardano ai PIR con sempre maggiore interesse come strumento in grado di rilanciare il comparto vita, in particolare quello tradizionale.

In aggiunta alle polizze unit linked e di capitalizzazione, naturalmente idonee, per la loro struttura, a essere impiegate per le finalità PIR, sembra inoltre affacciarsi in modo sempre più insistente l'idea che anche le polizze multiramo possano essere impiegate per la medesima finalità, attesa la loro struttura finanziaria particolarmente flessibile e la possibilità di combinare l'investimento finanziario con una copertura tradizionale.

Potrebbe pertanto riaccendersi un faro su queste polizze, a oggi ferme, quanto a regolamentazione, a un documento di consultazione congiunto IVASS-CONSOB del 2007, mai pubblicato in formato definitivo.