Italy Employment newsletter - Issue 10, 2017

Employment series - Italy

Employment Alert

A cura di:

Giurisprudenza

Corte di Cassazione, 6 ottobre 2017 n. 23408 - Procedimento disciplinare: sul diritto del lavoratore alla consultazione dei documenti

Il lavoratore ha diritto a consultare i documenti aziendali sui quali è fondata la contestazione disciplinare, qualora gli stessi siano necessari per predisporre un’adeguata difesa. Nel caso di specie, un dipendente veniva licenziato all'esito di un procedimento disciplinare per avere posto in essere condotte di concorrenza sleale. Successivamente, il dipendente impugnava il licenziamento, lamentando che la società aveva omesso di mettere a disposizione la documentazione e i messaggi di posta elettronica, sulla base dei quali era stata fondata dalla società la sua condotta colpevole.

La Corte di Cassazione - rilevando che, come risultava dagli atti, il lavoratore non aveva fatto espressa richiesta della suddetta documentazione nel corso del procedimento disciplinare e che, comunque, nell'ambito della resa audizione verbale, lo stesso era stato "ampiamente reso edotto delle fonti di accusa a suo carico" - ha affermato che "sebbene l'art. 7 della legge 25 maggio 1970, n. 300, non preveda un obbligo per il datore di lavoro di mettere spontaneamente a disposizione del lavoratore, nei cui confronti sia stata elevata una contestazione, la documentazione su cui essa si basa, egli è però tenuto in base ai principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto, ad offrire in consultazione i documenti aziendali all'incolpato che ne faccia richiesta, laddove l'esame degli stessi sia necessario per predisporre un'adeguata difesa".

Corte di Cassazione, Sezione Penale, 6 ottobre 2017 n. 45940 - Particolare tenuità del fatto: non applicabile al datore di lavoro che regolarizza ex post la propria condotta

La causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto (ex art. 131 bis c.p.) non può essere riconosciuta al datore di lavoro che, solo dopo l’accertamento del reato, regolarizza le violazioni contestategli dall’organo di controllo.

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, sezione penale, chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità della suddetta causa di non punibilità alla condotta di un imprenditore agricolo che non aveva "nominato un medico per attivare la sorveglianza sanitaria, né fornito le attrezzature idonee al lavoro da svolgere in quota".

La Suprema Corte ha chiarito che la condotta valutabile ai fini dell’applicabilità della causa di non punibilità non può essere quella successiva al perfezionamento della fattispecie criminosa, con conseguente irrilevanza della successiva regolarizzazione ad opera dell’imputato delle violazioni contestategli, bensì quella tenuta antecedentemente all’intervento di tale organo. L'imputato si è reso, infatti, "responsabile di una duplice violazione di reati (art. 18, comma 1, lett. a e art. 71, comma 1 del D.Lgs. 81/2008) lesivi dello stesso bene giuridico tutelato, ovverosia la sicurezza sul lavoro".

Corte di Cassazione, 5 ottobre 2017 n. 23263 - Infortunio sul lavoro: l’indennizzo INAIL non è sufficiente a risarcire il danno subìto dal lavoratore

In caso di infortunio sul lavoro, il datore di lavoro dovrà risarcire al dipendente il danno non patrimoniale aggiuntivo rispetto all’indennizzo corrisposto dall’INAIL, in quanto le prestazioni erogate dall’Istituto previdenziale non esauriscono - di per sé - il ristoro del danno subito dal lavoratore infortunatosi per un fatto ascrivibile al datore di lavoro stesso; inoltre, la società non potrà detrarre dal risarcimento del danno complessivo l’importo liquidato dall’INAIL.

Nel caso di specie, l’infortunio in questione non era ascrivibile a un'improvvisa iniziativa extra ordinem del lavoratore, bensì a esclusiva responsabilità datoriale (riconducibile alla mancanza di un presidio di sicurezza del macchinario cui era addetto il dipendente e alla omissione di una doverosa attività di vigilanza sull’organizzazione del lavoro). La società è stata, dunque, condannata a versare quasi 166.000 Euro al lavoratore: non ha trovato ingresso, invece, la tesi secondo cui dal danno complessivo bisognerebbe detrarre l'importo delle prestazioni già liquidate all'infortunato dall'INAIL, in quanto riguardano la riduzione della capacità lavorativa generica e, dunque, rientrano anch'esse nel danno biologico. Può scattare anche una condanna ulteriore al risarcimento del danno non patrimoniale e ciò per gli incidenti verificatisi sia prima che dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000.

La Suprema Corte, confermando dunque la decisione assunta dalla corte territoriale, ha precisato che "deve escludersi che le prestazioni eventualmente erogate dall’INAIL esauriscano di per sé e a priori il risarcimento del danno patito dal lavoratore infortunato”.

Prassi

INPS - Circolare del 12 ottobre 2017, n. 139 - Prestazioni previdenziali di malattia ai lavoratori della Gestione separata

L'INPS ha fornito alcune indicazioni operative e le linee di indirizzo necessarie per l’attuazione delle prestazioni previdenziali di malattia e di degenza ospedaliera ai lavoratori della Gestione separata, previste dall’articolo 8, comma 10, della legge del 22 maggio 2017, n. 81.

INAIL - Circolare del 12 ottobre 2014, n. 42 - Comunicazione assenze per infortunio

Dal 12 ottobre 2017 scatta l’obbligo di comunicazione in via telematica degli infortuni che comportano l'assenza dal lavoro da uno a tre giorni (escluso quello dell'evento). Si tratta di un obbligo che si aggiunge a quello della denuncia degli infortuni con prognosi di almeno quattro giorni. La comunicazione assolve a fini statistici-informativi; invece, la denuncia risponde ex art. 53 del DPR n. 1124/1965 a fini assicurativi.

La comunicazione dovrà essere effettuata in via telematica all’INAIL entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, attraverso il modulo unificato “denuncia/comunicazione infortuni”.

Sono previste le seguenti sanzioni in caso di mancato assolvimento dell’obbligo di comunicazione:

  • da 548 a 1.972,80 Euro per l’infortunio di un giorno
  • da 1.096 a 4.932 Euro per infortuni superiori ai tre giorni

Ministero del Lavoro - Comunicazione del 9 ottobre 2017 - Pensioni e cumulo gratuito: nulla osta alla circolare INPS

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha comunicato alla Direzione Generale dell’INPS il nulla osta allo schema di circolare concernente il cumulo gratuito dei contributi previdenziali versati presso gestioni diverse (INPS e casse di previdenza dei professionisti).