Innovazione e diritto: le novità della settimana

Innovation Law Insights

Podcast

Le problematiche legali dell’innovazione dopo il COVID-19 con il Prof. Giovanni Ziccardi

L’emergenza COVID-19 ha dato ancora più rilievo alle problematiche legali del mondo dell’innovazione e ne discutiamo in questo podcast con il Prof. Giovanni Ziccardi dell’Università di Milano.

Il c.d. smart working ha mostrato come la ridotta cultura della cybersecurity e della privacy di molte aziende e dei loro dipendenti possa mettere a rischio la sicurezza delle operazioni, soprattutto in condizioni di emergenza. Al contempo l’adattamento culturale nel processo di digital transformation ha subito una accelerazione, anche per fare fronte alla attuale situazione di crisi economica. Si può discutere se una situazione di emergenza rappresenti il momento migliore per adottare delle politiche in materia di innovazione. Tuttavia il cambiamento non può essere più ritardato.

Il Prof. Giovanni Ziccardi ci dà degli spunti interessanti nel podcast disponibile qui quale parte di Diritto al Digitale.

Privacy

Pubblicata dal Garante privacy la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2019

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato la Relazione annuale sull'attività svolta nel 2019, nella quale vengono illustrati i diversi fronti sui quali è stato impegnato il Collegio dell'Autorità nel corso dell'anno di proroga del suo mandato.

Il 2019 è stato senz’altro un anno di sperimentazione e di progressivo adeguamento degli attori, pubblici e privati, rispetto alle previsioni contenute nel Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e ha visto l’Autorità coinvolta in una consistente serie di interventi, sia a livello nazionale che internazionale.

Nel periodo di riferimento il Garante ha adottato 232 provvedimenti collegiali e fornito riscontro a oltre 8.000 reclami e segnalazioni relative a questioni riguardanti tematiche quali il marketing telefonico, la sanità, il credito al consumo, la sicurezza informatica, il settore bancario e finanziario, il lavoro e gli enti locali. Inoltre, con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, l’Autorità ha effettuato 147 ispezioni, sia nell´ambito pubblico (analizzando questioni relative ad es. allo SPID e ai software per la gestione del whistleblowing), che privato, rivolgendosi in quest’ultimo caso principalmente ai trattamenti effettuati da società di intermediazione finanziaria, istituti bancari (con particolare riferimento ai flussi di dati verso l'anagrafe dei conti correnti) e società che svolgono attività di marketing e fidelizzazione (inclusa la profilazione dei clienti). A questo ultimo proposito, è interessante rilevare come il Garante abbia posto particolare attenzione alla tutela dei consumatori, distinguendosi, per la severità delle sanzioni pecuniarie comminate, le decisioni adottate nei confronti di operatori che hanno utilizzato i dati degli abbonati senza il loro consenso, nell’ambito del c.d. telemarketing aggressivo: si tratta di sanzioni di ammontare pari a € 27,8 milioni di euro e € 11,5 milioni, le più alte dall’istituzione dell’Autorità.

Per quanto concerne il fronte cybersecurity, l'Autorità ha proseguito la sua attività di vigilanza e intervento e, tra le altre, ha prescritto in due occasioni – ad una società che offre servizi pec e ad una piattaforma di partecipazione politica – l’adozione di rigorose misure per sanare le vulnerabilità emerse e mettere in sicurezza il proprio servizio. D’altro canto, è significativo il numero delle violazioni di dati personali comunicati al Garante da parte di soggetti pubblici e privati, essendo state inoltrate nel corso dell’anno 1.443 notifiche di data breach. Inoltre, nell’ambito delle attività di relazione con il pubblico, il Garante ha altresì fornito risposte a oltre 15.800 quesiti, attraverso le quali è di fatto emersa l’assenza di “bruschi cambi di rotta o [di] salti nel buio”, a favore di una prevalente linea di continuità tra il previgente regime normativo e quello introdotto a seguito del GDPR.

Merita da ultimo un riferimento anche all’intensa l'attività del Garante a livello internazionale, caratterizzata soprattutto dall'azione di supporto all' applicazione del GDPR. In particolare, in quanto membro dell’European Data Protection Board (EDPB), l’Autorità ha contribuito all'adozione di numerose linee guida e pareri in relazione a: (i) i codici di condotta, (ii) i principi di privacy by design e by default, (iii) i contratti online, (iv) la videosorveglianza, e (v) i trasferimenti di dati verso Paesi extra-Ue basati su norme vincolanti d'impresa (BCR).

Technology Media & Telecom

Il MISE avvia la consultazione pubblica sulla strategia italiana per la blockchain e i registri distribuiti

Il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha dato il via ad una consultazione pubblica sul documento di sintesi della strategia italiana per la blockchain e i registri distribuiti (DLT) con lo scopo di rafforzare la leadership del Paese, a livello europeo e globale, attraverso l’adozione di una strategia nazionale che sia in grado di indirizzare, incentivare e supportare la continua evoluzione tecnologica, applicativa e regolamentare di queste tecnologie.

A tal proposito, il MISE ha selezionato un gruppo di 30 esperti che hanno redatto un documento contenente delle “Proposte per una strategia italiana in materia di tecnologie basate sui registri condivisi e Blockchain” volte ad incentivare lo sviluppo e la diffusione di tali tecnologie. Il documento contiene un insieme di raccomandazioni indirizzate al raggiungimento dei seguenti obbiettivi:

  1. dotare l’Italia di un quadro regolamentare competitivo nei confronti degli altri paesi;
  2. incrementare gli investimenti, pubblici e privati, nelle blockchain, nelle DLT e nelle tecnologie correlate (i.e., IoT, 5G);
  3. proporre campi applicativi della tecnologia al fine di indirizzare correttamente i possibili investimenti, in coerenza con i settori chiave dell’economia Italiana;
  4. migliorare efficienza ed efficacia nell’interazione con la pubblica amministrazione tramite l’adozione del principio Once-Only e della decentralizzazione;
  5. favorire la cooperazione europea ed internazionale tramite adozione di una comune infrastruttura europea da parte dell’European Blockchain Systems Infrastucture;
  6. utilizzare la tecnologia per favorire la transizione verso modelli di economia circolare, in linea con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; e
  7. promuovere l’informazione e la consapevolezza della blockchain e della DLT tra i cittadini.

All’interno del documento vengono individuate una serie di policy e strumenti idonei a favorire lo sviluppo, l’applicazione e l’adozione, da parte di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, delle tecnologie basate sulla blockchain e sui registri distribuiti, insieme ad alcune indicazioni circa le priorità e le direzioni su cui focalizzare il sostegno finanziario, l’attività formativa ed informativa, la definizione e lo sviluppo del quadro regolamentare.

La sintesi del documento rimarrà in consultazione pubblica dal 18 al 20 luglio 2020, con la finalità di raccogliere osservazioni, suggerimenti o ulteriori elementi utili al fine di potenziare la strategia nazionale per la blockchain e i registri distribuiti.

L’AgCom avvia una consultazione sulla procedura di assegnazione della capacità trasmissiva disponibile e delle frequenze terrestri

Con la Delibera 232/20/CONS, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) ha avviato una consultazione pubblica volta ad acquisire osservazioni ed elementi d’informazione in merito alla proposta di provvedimento concernente la definizione delle procedure per l’assegnazione dell'ulteriore capacità trasmissiva disponibile in ambito nazionale e delle frequenze terrestri, aggiuntive rispetto a quelle destinate alla conversione dei diritti d’uso.

La legge di bilancio per il 2018 aveva infatti disciplinato e scadenzato il processo che nel quadriennio 2018-2022 porterà all’assegnazione delle frequenze 5G (banda 700MhZ) e a dare un nuovo assetto al sistema radiotelevisivo su piattaforma DTT (nazionale e locale) alla luce della dotazione di risorse spettrali rimaste a disposizione per il servizio broadcasting (da 174 a 230 MHz e da 470 a 694 MHz) anche in considerazione della conversione dei diritti d’uso delle frequenze degli operatori di rete nazionali in diritti d'uso di capacità trasmissiva di multiplex nazionali di nuova realizzazione in tecnologia DVB-T2. In particolare, l’Autorità aveva proceduto all’aggiornamento del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (PNAF) da destinare al servizio televisivo digitale terrestre, approvando con la Delibera 39/19/CONS il PNAF 2019 che, nella pianificazione delle frequenze, aveva destinato al comparto nazionale due reti aggiuntive, delle 14 complessivamente previste.

La destinazione al comparto nazionale di tali due reti, che si aggiungono alle 10 previste dal precedente PNAF 2018, e della relativa capacità trasmissiva costituisce pertanto una “ulteriore capacità trasmissiva disponibile in ambito nazionale” che dovrà essere destinata al mercato e non al processo di conversione in tecnologia DVB-T2.

Le tematiche sottoposte a consultazione riguardano la metodologia utilizzata per la determinazione del valore minimo dei lotti in gara, la composizione dei lotti, i criteri di aggiudicazione e la procedura di assegnazione dei lotti. Inoltre, l’AgCom richiede ai portatori d’interesse di esprimere osservazioni sulle modalità individuate per ottemperare alle sentenze del Consiglio di Stato n. 5928/2018 e 6910/2019, che hanno espresso principi tali da incidere sulla determinazione delle modalità di implementazione della procedura di assegnazione.

Gli eventuali contributi alla consultazione dovranno essere inviati entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della Delibera 232/20/CONS sul sito AGCom (ossia, entro il 23 agosto 2020). Inoltre, i soggetti interessati potranno chiedere, con apposita istanza da inviare almeno 15 giorni prima della scadenza del predetto termine, di illustrare nel corso di un’audizione le proprie osservazioni.

Intellectual Property

Tribunale UE sulla validità del marchio Damier

Il Tribunale dell’Unione Europea ha recentemente annullato la decisione resa dalla Commissione di ricorso dell’EUIPO in merito alla validità del marchio a scacchiera beige e blu di una nota casa di moda (cd. “Damier Azur”). In particolare, il Tribunale ha ritenuto che la valutazione fatta dalla Commissione di ricorso fosse incompleta e non tenesse in debita considerazione tutti gli elementi necessari al fine di verificare se il marchio avesse acquisito carattere distintivo tramite l’uso.

In particolare, nel 2015, era stata depositata una domanda di nullità del marchio UE "Damier Azur" (costituito dalla classica scacchiera damier nei colori beige e blu e registrato nel 2009). Nel corso del primo grado il marchio era stato ritenuto nullo, e tale decisione era stata confermata dalla Commissione di Ricorso nel novembre 2018. La maison ha presentato ricorso di fronte al Tribunale dell’Unione Europea, sostenendo che la Commissione di ricorso aveva effettuato una "valutazione errata ... del carattere distintivo intrinseco del marchio". Inoltre, il ricorrente ha sostenuto che la Commissione aveva valutato erroneamente anche il carattere distintivo acquisito dal marchio attraverso l’uso e che le prove fornite – fondamentali, dal momento che spetta a chi ha presentato domanda di nullità fornire prove che mettano in discussione la validità del marchio – erano scarse e prive di valore probatorio.

Il Tribunale, con decisione del 10 giugno, ha concluso che il marchio esaminato non presenta un carattere distintivo intrinseco, ossia non è un indicatore intrinsecamente distintivo della maison, in quanto è un pattern figurativo basico e comunemente diffuso. Sul punto, pertanto, viene confermata la decisione della Commissione, con la precisazione che è lecito basare una decisione, oltre che sulle prove presentate dal ricorrente, anche su fatti largamente noti al pubblico (tra cui il fatto che un pattern come quello del marchi in oggetto è largamente utilizzato nel settore di riferimento). Tuttavia, il Tribunale ha affermato che la Commissione di ricorso ha errato nell’esaminare solo parzialmente le prove fornite per dimostrare che il marchio, pur non essendo distintivo ab origine, nel tempo ha acquisito carattere distintivo nell'Unione. La Commissione, infatti, ha tenuto in considerazione le prove fornite solo rispetto ad alcuniStati Membri, ignorandone altri. Per tale ragione, il Tribunale ha annullato la decisione della Commissione.

A questo punto, l'EUIPO potrebbe impugnare la decisione presso la Corte di Giustizia. In caso contrario, la questione tornerà EUIPO per un ulteriore esame.

Life Sciences

L’AIFA impone l’obbligo di inserimento del rischio di dipendenza in etichetta di farmaci contenenti oppioidi

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha trasmesso alle aziende titolari di Autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) di prodotti farmaceutici una nota con la quale ha imposto di includere nelle etichette dei medicinali contenenti oppioidi la dicitura "contiene oppioide, può dare dipendenza".

Secondo AIFA, tutti medicinali vendibili al pubblico, con esclusione di quelli ad uso esclusivo ospedaliero, che contengono un oppioide dovranno includere sull’etichetta esterna, in modo ben visibile, un rettangolo contenente tale avvertenza relativa alla presenza di oppioidi e al rischio di dipendenza. L’AIFA ha specificato che tale obbligo si applicherà ai farmaci contenenti i seguenti principi attivi: Buprenorfina, Codeina, Diidrocodeina, Fentanyl, Idrocodone, Idromorfone, Medicinali a base di cannabis per il trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, Metadone, Morfina, Ossicodone, Ossimorfone, Sufentanil per somministrazioni ad uso sublinguale,Tapentadolo, Tramadolo, Petidina.

La trasmissione della nota da parte dell’AIFA è stata effettuata alla luce del parere espresso in merito dalla Commissione tecnico-scientifica della stessa Agenzia lo scorso marzo, secondo cui i medicinali contenenti un oppioide devono contenere in etichetta informazioni sulla tipologia di medicinale, in considerazione del fatto che alcuni pazienti potrebbero non essere consapevoli del relativo contenuto, soprattutto se esso ha un nome di fantasia.


La rubrica Innovation Law Insights è stata redatta dai professionisti dello studio legale DLA Piper con il coordinamento di Giordana Babini, Lara Mastrangelo, Filippo Grondona, Niccolò Maria Naso e Andrea Michelangeli.

Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati, è possibile contattare i soci responsabili delle questioni Giulio Coraggio, Alessandro Ferrari, Gualtiero Dragotti, Roberto Valenti, Marco de Morpurgo e Alessandro Boso Caretta.

È possibile leggere le legal predictions per il 2020 dei professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper qui, acquistare il volume redatto dagli stessi in materia di intelligenza artificiale e digital transformation qui e consultare una pubblicazione di DLA Piper che illustra la normativa sugli Esports di 38 giurisdizioni qui.

DLA Piper Studio Legale Tributario Associato tratta i dati personali in conformità con l'informativa sul trattamento dei dati personali disponibile qui.

Qualora non si volesse più ricevere gli Innovation Law Insights o ci si volesse iscrivere alla stessa, è possibile inviare un'email a Noemi Buttazzo.