
23 dicembre 2020
Innovation Law Insights
Podcast
Il Garante organizza il primo hackathon sul legal design (e abbiamo vinto!)
Il 13 dicembre 2020 si è concluso il primo hackathon del Garante privacy sul legal design che nelle intenzioni dello stesso era volto a rendere le privacy policy qualcosa che tutti possano leggere (e capire).
Deborah Paracchini, del nostro dipartimento di Intellectual Property & Technology, vi ha partecipato in un team composto anche da Roberta Palazzo e Lorenzo Zorzi di Mondora, gruppo TeamSystem, e il loro team ha vinto la competizione!
La discussione dell’hackathon e del futuro del legal design con Nicola Di Molfetta, Direttore di LC Publishing, e Federico Fontana, docente di Legal Design alla Scuola Holden di Torino, è disponibile qui nel podcast “Legal Design Insight”.
Privacy
Il Garante privacy apre una consultazione sulle nuove Linee Guida sull’utilizzo di cookie
Il 10 dicembre 2020, il Garante per la protezione dei dati personali ha ufficialmente comunicato di aver adottato le nuove “Linee guida sull’utilizzo di cookie e di altri strumenti di tracciamento” – aperte a consultazione pubblica per i 30 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell avviso (ossia fino al 10 gennaio 2020) – nonché una scheda di sintesi delle regole per l’uso dei cookie da parte dei gestori dei siti.
Le nuove linee guida sui cookie sono volte ad integrare il provvedimento relativo all’ “Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l´uso dei cookie” dell’8 maggio 2014 e a precisarne le relative disposizioni alla luce di quanto successivamente disposto ai sensi del Regolamento (UE) 679/2016 (il GDPR) – che ha fortemente rafforzato il potere di controllo delle persone, puntando sia sul carattere “inequivocabile” del consenso al trattamento dei dati personali, sia sull’attuazione dei principi di privacy by design e by default –, nonché in base alle indicazioni sul tema fornite dall’European Data Protection Board (l’EDPB) nelle recenti Linee guida 5/2020 sul consenso.
In particolare, tra le altre, richiamando espressamente le suddette Linee Guida 5/2020 sul consenso, il Garante privacy conferma la posizione assunta dall’EDPB in tema di scrolling, dichiarando quindi che il mero scorrimento sulla pagina di un sito web da parte dell’utente non è sufficiente a far presumere il consenso di quest’ultimo, in quanto non manifestato in modo inequivocabile. Tuttavia, il Garante specifica altresì che non si tratta di un divieto tout court e lo scrolling quindi può essere considerato una legittima modalità di espressione del consenso nel caso in cui costituisca “una componente di un più articolato processo che consenta comunque all’utente di segnalare al titolare del sito, con la generazione di un preciso pattern, una scelta inequivoca nel senso di prestare il proprio consenso all’uso dei cookie”. D’altra parte, è invece sempre illecito il cookie wall, trattandosi di un meccanismo di “take it or leave it” che di fatto obbliga l’utente a prestare il proprio consenso all’installazione e all’uso di cookie al fine di poter accedere al sito.
Nel documento adottato dal Garante vengono poi fornite ulteriori indicazioni circa il corretto utilizzo dei cookie e delle altre tecnologie di tracciamento da parte dei titolari dei siti web, ivi inclusi, ad esempio, ulteriori chiarimenti rispetto ai cookie analitici, ai sistemi di tracciamento “passivi” (e.g., il fingerprinting) e alla reiterazione delle richieste di consenso agli utenti, nonché rispetto a modalità di messa a disposizione dell’informativa (e.g., multilayer e multichannel) tali da consentire di sfruttare al massimo “più dinamici e meno tradizionali ulteriori punti di contatto tra il titolare e gli interessati”.
In particolare, avrà un notevole impatto operativo per le azienda la necessità di consentire l’attivazione e disattivazione dei cookie con modalità granulari e con la stessa facilità. Infatti, molti siti Internet consentono l’abilitazione di tutti i cookie tramite modalità agevoli, mentre la loro disattivazione è molto più complessa.
La bozza di linee guida sui cookie adottata dal Garante privacy costituisce quindi un ulteriore importante tassello che si aggiunge al quadro delle previsioni in materia di protezione dei dati personali volte “a favorire e a rendere effettivo il controllo sulle informazioni personali oggetto di trattamento e, in definitiva, la capacità di autodeterminazione del singolo”.
A nostro giudizio, vi sono aspetti delle linee guida che dovrebbero essere chiariti per evitare che l’utilizzo dei cookie divenga eccessivamente oneroso, ad esempio con riferimento alla possibilità di consentire l’abilitazione o la disabilitazione per categorie di cookie. Questa potrebbe essere utile sia per le aziende che per gli utenti in quanto è improbabile che questi ultimi analizzino uno per uno tutti i cookie installati.
Su un simile argomento, può essere interessante l’articolo “Pubblicate dall’EDPB le nuove Linee Guida sul consenso al trattamento dei dati personali che chiariscono la posizione sui cookie”.
Intellectual Property
L’UE lancia una pubblica consultazione sulle indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli
La Commissione europea ha lanciato lo scorso 30 novembre 2020 una consultazione pubblica in materia di indicazioni geografiche, con specifico riferimento ai prodotti non agricoli.
L’intento principale dell’iniziativa è quello di verificare la fattibilità dell’introduzione di un regime efficiente e trasparente di protezione delle indicazioni geografiche nell’UE per tali tipi di prodotti. Attualmente, infatti, non esiste un sistema di respiro europeo per la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti non agricoli, quali prodotti industriali e dell’artigianato, i quali tuttavia rappresentano spesso un asset importante per l’identità di una località, capaci anche di attrarre il turismo e creare posti di lavoro.
La consultazione è aperta fino al 28 dicembre 2020 e, previa registrazione sul sito della Commissione europea, è possibile parteciparvi rispondendo alle domande accessibili attraverso la pagina dedicata, contenente tutte le informazioni relative alla consultazione e disponibile anche in lingua italiana.
Tra gli obiettivi generali di tale iniziativa della Commissione europea vi è quello di esplorare la possibilità di creare un mercato interno per prodotti dell’industria e dell’artigianato legati a specifiche località, stabilendo così un quadro normativo efficiente e unificato per la loro protezione, e quello di massimizzare le opportunità per i produttori dell’UE che derivano dall’adesione dell’UE al sistema di Lisbona per la registrazione internazionale delle denominazioni d’origine.
Con riferimento ai produttori, l’iniziativa intrapresa dall’UE mira anzitutto a migliorare la competitività degli stessi, spesso rappresentati da PMI nazionali, facilitando un equo ritorno dei loro investimenti in prodotti innovativi e di alta qualità, con l’obiettivo ulteriore di arginare la concorrenza sleale degli operatori che attuano condotte di parassitismo a danno della reputazione di tali prodotti e di fornire incentivi per approfondire le specifiche dei prodotti, garantendo così una qualità elevata degli stessi grazie a metodi innovativi di produzione e di promozione.
Su un simile argomento, può essere interessante l’articolo “Il Consiglio dell’UE definisce le policy per il futuro della proprietà intellettuale“.
Secondo l’EUIPO i cittadini europei sono consapevoli della tutela dei diritti IP
Secondo l'’EUIPO, i cittadini europei stanno diventando gradualmente e costantemente sempre più consapevoli dell’importanza della protezione dei diritti di proprietà intellettuale (IP).
L’EUIPO ha recentemente pubblicato il nuovo report “European Citizens and Intellectual Property: Perception, Awareness and Behaviour 2020” in tema di percezione, consapevolezza e comportamenti dei cittadini dell’Unione Europea in relazione ai diritti di proprietà intellettuale, nel quale ha studiato in particolare i comportamenti tenuti dagli stessi anche in ambito di contraffazione e pirateria online. Il report è giunto alla sua terza edizione – le precedenti risalgono al 2013 e al 2017 – ed è frutto di uno studio condotto su più di 25.000 cittadini di età superiore ai 15 anni.
In primo luogo, risulta che la maggioranza della popolazione europea (circa l’80%) comprenda il significato del termine “proprietà intellettuale”, sia consapevole della necessità di proteggerla e di non commettere violazioni, specialmente online. In particolare, è stato evidenziato come i soggetti più consapevoli siano meno propensi ad acquistare prodotti contraffatti o a scaricare contenuti illegalmente. A contrario, si ricava il dato che la probabilità di commettere violazioni di proprietà intellettuale risulti essere più alto nei soggetti che ne avevano una scarsa comprensione.
In generale, rispetto al campione di soggetti analizzati, risulta evidente un calo nell’acquisto volontario di merce contraffatta – dal 7% al 5% – nonché della pirateria online – dal 10% all’8%. Si evidenzia inoltre che il 42% dei cittadini europei (il dato italiano si assesta al 45%), dichiara di aver fatto ricorso a streaming e download a pagamento per le opere protette da copyright, mostrando una tendenza crescente da parte dei cittadini europei ad evitare modalità di fruizione illegali dei contenuti online. Di grande interesse è il dato italiano che risulta migliore della media europea. Infatti, solo il 2% del campione di cittadini italiani dichiara di aver acquistato volontariamente merce contraffatta nell’ultimo anno (segnando -4 punti percentuali rispetto al medesimo dato nel report del 2017) e solo il 6% dichiara di aver avuto accesso intenzionalmente a contenuti illegali su Internet (-1 punto percentuale rispetto al 2017).
In conclusione, l’EUIPO sottolinea l’importanza dei dati raccolti sulla rilevanza della protezione dei diritti IP le cui motivazioni alla base dovranno essere maggiormente indagate in particolare nella decisione da parte dei singoli Stati Membri per le azioni da intraprendere per continuare a favorire questo trend.
Se siete interessati ad un simile argomento, potete consultare l’articolo “La Cassazione penale si pronuncia sulla ricettazione e detenzione di prodotti industriali recanti marchi contraffatti“.
Ancora un passo verso il Tribunale Unificato dei Brevetti
Venerdì 18 dicembre il parlamento tedesco ha approvato l'Accordo del Tribunale Unificato dei Brevetti e il suo Protocollo sull'Applicazione Provvisoria (PPA). I passi successivi consistono nella firma da parte del presidente federale e nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Alcuni soggetti, tra cui il Dr. Stjerna e la Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII), hanno preannunciato la possibilità di impugnare nuovamente la normativa avanti alla Corte Costituzionale. Come in passato, l'impugnazione potrebbe comportare la sospensione della ratifica.
A prescindere da quel che accadrà in Germania, l'entrata in vigore del sistema presuppone che altri due paesi ratifichino il PPA.
Se ciò dovesse accadere in tempi brevi già in primavera potrebbe avere inizio la fase preparatoria, con la costituzione del Tribunale e la nomina dei giudici dell'UPC; il sistema potrebbe essere effettivamente operativo nel 2022.
Resta tuttavia in sospeso il tema del trasferimento della divisione centrale in origine assegnata a Londra: Milano è ancora la candidata più probabile per ospitarla.
La rubrica Innovation Law Insights è stata redatta dai professionisti dello studio legale DLA Piper con il coordinamento di Giordana Babini,Lara Mastrangelo, Filippo Grondona e Andrea Michelangeli.
Gli articoli in materia di Telecommunications sono a cura di Massimo D’Andrea e Giulia Zammataro.
Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati, è possibile contattare i soci responsabili delle questioni Giulio Coraggio, Alessandro Ferrari, Gualtiero Dragotti,Roberto Valenti, Marco de Morpurgo e Alessandro Boso Caretta.
È possibile acquistare il volume redatto dai professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper in materia di intelligenza artificiale e digital transformation qui e consultare una pubblicazione di DLA Piper che illustra la normativa sugli Esports di 38 giurisdizioni qui.
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