
27 gennaio 2021
Antitrust Bites - Newsletter
Gennaio 2021L’AGCM sanziona TicketOne per abuso di posizione dominante
Con provvedimento pubblicato lo scorso 19 gennaio, l’AGCM ha chiuso il procedimento A523, irrogando una sanzione di oltre 10 milioni di euro nei confronti del gruppo CTS Eventim-TicketOne per abuso di posizione dominante nel mercato della vendita di biglietti per eventi live di musica leggera.
A parere dell’AGCM, il gruppo CTS Eventim-TicketOne avrebbe posto in essere un’unica e complessa strategia escludente, volta a precludere l’accesso al mercato della vendita di biglietti per eventi live di musica leggera agli operatori di ticketing concorrenti, attuali, potenziali e nuovi entranti.
Tale strategia, secondo quanto si legge nel provvedimento dell’Autorità, si sarebbe articolata in una serie di condotte poste in essere almeno dal 2013 e tuttora in corso, consistenti (i) nella stipula di contratti di esclusiva con i promoter di eventi live di musica leggera; (ii) nell’acquisizione di molteplici società di promoting di eventi live di musica leggera; (iii) nell’imposizione dell’esclusiva sui promoter locali; (iv) nella stipula di accordi commerciali con gli operatori di ticketing di dimensione minore o locale; nonché (v) in una serie di azioni di boycott e ritorsione nei confronti di società attive nell’erogazione di servizi di ticketing per eventi live di musica leggera.
Oltre al pagamento della sanzione, l’AGCM ha imposto al gruppo CTS Eventim-TicketOne di consentire agli operatori di ticketing concorrenti “secondo termini equi, ragionevoli e non discriminatori, di vendere con qualsiasi modalità e mediante qualsiasi canale, almeno il 20% del totale dei biglietti relativi agli eventi prodotti o distribuiti dai promoter ovvero dagli operatori di ticketing vincolati in esclusiva al gruppo Eventim-TicketOne”.
Una panoramica delle sanzioni imposte dall’Autorità della Concorrenza e del Mercato in Italia nel 2020
Nel corso del 2020 l’AGCM ha comminato sanzioni per un totale di oltre 371 milioni per violazioni del diritto della concorrenza. Tre sono state le istruttorie concluse con l’accertamento di una violazione del divieto di intese restrittive della concorrenza, con sanzioni per un ammontare complessivo di 228 milioni di euro. Due le istruttorie concluse con un accertamento di violazione del divieto di abuso di posizione dominante, con sanzioni per un ammontare complessivo di circa 143 milioni di euro.
Per quanto riguarda invece la tutela del consumatore, 64 procedimenti condotti dall’Autorità hanno portato all’accertamento di violazioni della disciplina consumeristica, di cui 36 casi di pratiche commerciali scorrette, 4 casi di violazioni di consumer rights, 3 casi di applicazione congiunta delle due discipline, 8 per mancata ottemperanza a precedenti decisioni dell’Autorità, 11 per clausole vessatorie e 2 per violazione dell’articolo 9 del Regolamento UE 260/2012 relativo all’accessibilità dei pagamenti. L’AGCM ha comminato sanzioni per un totale di circa 60 milioni, di cui circa 55 milioni solo per pratiche commerciali scorrette e violazione dei consumer rights, e circa 5 milioni per inottemperanza e violazione dell’articolo 9 del Regolamento UE 260/2012.
Sanzioni: l’intervento dell’AGCM a fronte della crisi
In considerazione della grave situazione di crisi in cui versa l’economia italiana, nell’adunanza del 15 dicembre 2020 l’AGCM ha deliberato:
(i) la proroga al 30 aprile 2021, su istanza di parte, dei termini di pagamento delle sanzioni in materia di concorrenza, fatto salvo il pagamento dei soli interessi legai;
(ii) la possibilità per le imprese nei cui confronti è stata concessa la rateizzazione del pagamento di sanzioni in materia di concorrenza e di tutela del consumatore di ottenere, su istanza di parte, la sospensione di quattro mesi del piano di rateizzazione, fatta salva, alla ripresa dei versamenti delle rate, la corresponsione degli interessi legali maturati sulla sorte capitale delle rate sospese.
La comunicazione dell’Autorità è disponibile a questo link.
L’AGCM avvia un’istruttoria sul progetto di separazione legale della rete fissa di accesso dell’operatore incumbent
Lo scorso 15 dicembre 2020, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria avente ad oggetto i contratti relativi al progetto FiberCop.
Nel contesto del progetto di separazione legale della rete fissa di accesso dell’operatore incumbent, FiberCop è la società in cui verranno conferite la rete secondaria dell’operatore incumbent e la rete in fibra sviluppata dalla società Flash Fiber S.r.l., la joint-venture partecipata dall’operatore incumbent e da Fastweb. FiberCop – che sarà partecipata per il 58% dall’operatore incumbent, per il 27,5% dal Fondo KRR e per il 4,5% da Fastweb – offrirà servizi all’ingrosso di accesso passivo della rete secondaria in rame e fibra.
L’oggetto del procedimento avviato dall’Autorità è rappresentato da una serie di accordi concernenti i servizi di accesso all’ingrosso a banda larga e ultra-larga, intercorsi tra i soggetti coinvolti nel progetto FiberCop, il cui obiettivo – secondo quanto affermato dall’operatore incumbent – è di stimolare gli investimenti per l’ammodernamento della rete fissa di telecomunicazioni al fine di favorire la transizione alle reti di telecomunicazioni ad alta capacità in fibra.
Come si legge nel provvedimento di avvio dell’istruttoria, il procedimento ha lo scopo di esaminare “alcuni elementi critici” dei predetti accordi, i quali “appaiono avere un effetto opposto agli obiettivi di sviluppo e coinvestimento, producendo una riduzione della concorrenza infrastrutturale”, importante promotore degli investimenti in fibra ottica.
In particolare, nel provvedimento di avvio dell’istruttoria l’Autorità individua i seguenti rischi concorrenziali: (i) la possibile riduzione della contendibilità della domanda nel mercato all’ingrosso; (ii) la possibile riduzione degli incentivi ad investire in infrastrutture in fibra; (iii) la possibile riduzione degli incentivi a competere nel mercato dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete fissa a banda larga e ultra-larga; (iv) la possibile riduzione della concorrenza nel mercato dei servizi di telecomunicazioni al dettaglio su rete fissa a banda larga e ultra-larga.
L’AGCM – in sintesi – ritiene che talune clausole dei contratti in esame siano suscettibili di ridurre la concorrenza nei mercati dei servizi all’ingrosso e al dettaglio di telecomunicazione a banda larga ed ultra-larga, “disincentivando una concorrenza basata sugli investimenti, nonché aumentando le barriere all’ingresso per alcune tipologie di operatori, quali gli operatori che presentando offerte commerciali convergenti tra servizi a banda larga e ultralarga e servizi media audiovisivi”.
Il provvedimento di avvio dell’istruttoria è disponibile a questo link.
L’autorità antitrust tedesca autorizza la costituzione di una joint venture per la gestione di una piattaforma sanitaria digitale
L'Autorità antitrust tedesca (Bundeskartellamt) ha autorizzato la costituzione di una joint venture tra imprese operanti nel settore farmaceutico, che avrà lo scopo di gestire una piattaforma sanitaria digitale per l'acquisto e la prenotazione di farmaci su prescrizione e da banco e altre funzioni aggiuntive.
Il Bundeskartellamt ha ritenuto che l’operazione non sia idonea a sollevare criticità concorrenziali sulla base dei seguenti presupposti: da un lato, lo sviluppo di piattaforme digitali concorrenti rappresenta un fenomeno in crescita e determina effetti positivi in termini di maggiore innovazione nel settore farmaceutico; dall'altro, i farmacisti che gestiscono punti vendita fisici al dettaglio avranno accesso simultaneo a diverse piattaforme, potendo così ottenere alcuni vantaggi dall’opportunità di passare da una piattaforma all'altra.
Secondo il Bundeskartellamt, tuttavia, allo stato non è possibile fornire una valutazione approfondita delle dinamiche concorrenziali relative alle piattaforme farmaceutiche e sanitarie, trattandosi di un mercato ancora in fase di espansione.