
12 marzo 2021 • 10 minuti di lettura
Innovazione e diritto: le novità della settimana
Podcast
Con Matteo Frigerio, Lead Counsel EMEA di Airbnb, sulla “no longer disruption” della sharing economy
La sharing economy non può essere più vista una forma di disruption, ma parte della nostra economia. In questo podcast, Matteo Frigerio di Airbnb ne ha discusso con Giulio Coraggio di DLA Piper illustrando la sua carriera e di come un Internet lawyer doveva e deve ancora “creare” il diritto per applicare norme che sono state introdotte per regolare aspetti del tutto diversi dalla sharing economy. Il podcast è disponibile qui.
Privacy
COVID-19 e privacy: l’Alt del Garante per la protezione dei dati personali ai passaporti vaccinali
Con un recente comunicato, il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso circa i rischi inerenti all’implementazione di soluzioni, anche digitali (es. app), per rispondere all’esigenza di considerare lo stato vaccinale del cittadino quale condizione per l’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi (es. aeroporti, hotel, stazioni, palestre).
Il Garante ha richiamato in prima istanza l’attenzione dei decisori pubblici e degli operatori privati all’obbligo di conformità alla disciplina in materia di dati personali nella valutazione di predette soluzioni. “I dati relativi allo stato vaccinale” - asserisce il Garante - “sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali”.
Il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale di una persona ai fini dell’accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi, deve “essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati), in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza”.
Pertanto, in assenza di tale eventuale base giuridica normativa, il Garante sottolinea come l’utilizzo di qualsivoglia forma di passaporto vaccinale (sia digitale che fisico) debba considerarsi illegittimo.
Il 1° marzo 2021, con comunicato pubblicato sul sito del Garante, la Vice-Presidente dell’Autorità Ginevra Cerrina Feroni era già intervenuta sullo stesso tema evidenziando come, alla luce dell’articolo 32 della Costituzione ed in assenza di un obbligo alla vaccinazione imposto dalla legge, non siano ammissibili forme alcune di discriminazione, nel senso di limitazione e compressione di diritti in danno di soggetti che non abbiano ancora potuto vaccinarsi o rinunzino alla copertura vaccinale.
Secondo la Vice-Presidente dell’Autorità, la previsione di un pass/certificato recante informazioni sullo stato vaccinale del cittadino al fine di consentirne l’accesso, riservato o privilegiato in determinati luoghi e la fruizione di determinati servizi incidenti sul libertà costituzionalmente garantite introdurrebbe direttamente un trattamento discriminatorio e sanzionatorio per i non vaccinati e, in forma surrettizia, l’obbligo del vaccino.
In ultima istanza, la Vice Presidente precisa: “un tale obbligo, con le correlate ‘sanzioni’, non potrebbe che essere il frutto di una chiara scelta legislativa statuale” e “non certo quello dell’iniziativa estemporanea, pur animata dalle migliori intenzioni, di singole istituzioni pubbliche o di operatori privati”.
Su un simile argomento, può essere interessante l’articolo: “Il Garante privacy pubblica le FAQ sull’emergenza da COVID-19”.
Technology Media & Telecom
Promossa la Italian Blockchain Service Infrastructure (IBSI)
L’Agenzia per l’Italia Digitale, assieme ad altri enti tra cui Poste Italiane, Politecnico di Milano, CIMEA, ENEA, INAIL, ha recentemente promosso la cd. Italian Blockchain Service Infrastructure (IBSI), un progetto italiano basato sulla tecnologia blockchain per la realizzazione della prima rete di erogazione di servizi di interesse pubblico sul territorio nazionale.
Alla base dell’iniziativa, l’obiettivo di porre in essere un ecosistema nuovo basato su tecnologie di Registri Distribuiti (DLT). Attraverso un simile sistema di rete è possibile andare a fondo della tecnologia blockchain, comprenderne caratteristiche principali e potenzialità, al fine di raggiungere obiettivi come la gestione dei certificati pubblici in via del tutto digitale, lo sviluppo di modelli energetici rinnovabili e quindi una migliore tutela dell’ambiente, nonché una semplificazione della burocrazia, un aumento della trasparenza e una maggiore efficacia dei servizi resi dalla pubblica amministrazione.
L’infrastruttura dell’IBSI è simile a quella che si sta sviluppando nell’ambito del European Blockchain Partnership alla luce della Strategia Blockchain promossa della Commissione europea. Fra i principi decisi dalla Partnership per lo sviluppo delle tecnologie blockchain nell'UE rientrano:
- promuovere la certezza del diritto;
- sostenere l'interoperabilità e gli standard del blockchain;
- sostenere le competenze digitali;
- favorire l’interazione con la comunità.
In particolare, l’UE riconosce, in primo luogo, l'importanza della certezza del diritto e la necessità di un regime normativo chiaro relativo alle applicazioni basate sul blockchain e per questo sta attualmente lavorando allo sviluppo di un quadro giuridico a favore dell'innovazione nelle aree dei beni digitali (cd. “tokenizzazione”) e dei contratti intelligenti, che protegga i consumatori e, al contempo, fornisca certezza giuridica alle imprese.
In secondo luogo, l’UE riconosce che gli standard sono una chiave importante per il successo di qualsiasi tecnologia nascente in quanto possono garantirne l'interoperabilità e generare fiducia nei cittadini. L'UE ha un ruolo attivo nella definizione degli standard blockchain e lo dimostra lavorando a stretto contatto con tutti gli organismi pertinenti in tutto il mondo. A questo proposito, è coinvolta nel lavoro di, inter alia, ISO TC 307, ETSI ISG PDL, IEEE e in ITU-T. In terzo luogo, l’UE è altresì consapevole che le competenze digitali sono fondamentali per il futuro dell'Europa stessa e quindi investe nei cittadini europei per garantire che abbiano le competenze digitali necessarie per accedere, utilizzare e sviluppare le ultime tecnologie digitali.
Infine, l’UE interagisce con il settore privato, il mondo accademico e la comunità del blockchain. Di fatti, è anche merito dell’UE se è nata l'Associazione Internazionale per le Applicazioni Trusted Blockchain (INATBA), un partenariato multilaterale pubblico-privato che riunisce rappresentanti governativi e organizzazioni internazionali con l'industria e il mondo accademico.
Su di un argomento simile, può essere interessante l’articolo: “Denaro o criptovalute? Le associazioni della Blockchain ricorrono al Tar Lazio”.
Intellectual Property
Nuove linee guida EUIPO per l’esame di marchi e design
Di recente è entrata in vigore l’ultima edizione delle linee guida per l'esame dei marchi dell'Unione europea (EUTM) e dei disegni e modelli comunitari registrati (RCD), in seguito all'approvazione da parte del direttore esecutivo dell'Ufficio per la Proprietà Intellettuale dell’Unione europea (EUIPO), rilasciata in data 8 febbraio 2021 con la decisione EX-21-1.
Tali linee guida riflettono l'attuale prassi seguita dall'EUIPO in materia di marchi, disegni e modelli e fungono da principale punto di riferimento sia per il personale incaricato delle varie procedure, sia per gli utenti dei servizi. Esse vengono generalmente revisionate una volta all’anno in modo da adeguarle agli ultimi sviluppi della prassi dell’EUIPO. Le linee guida di quest’ultimo coprono gli scenari più frequentemente riscontrati e contengono istruzioni generali da adattare alle particolarità dei casi concreti. Pertanto, esse non sono da qualificare come atti giuridici, quanto più come regole di condotta autoimposte e adottate attraverso una decisione amministrativa.
La presente edizione è stata fatta coincidere con l'entrata in vigore di due recenti decisioni del direttore esecutivo dell'EUIPO stesso, la EX-20-9 e la EX-20-10, volte ad aggiornare la disciplina rispettivamente in materia di comunicazione per via elettronica e quella relativa a specifiche tecniche per gli allegati presentati su supporti di dati.
Da sottolineare che, laddove si acceda alle linee guida dal sito web dell’EUIPO, attraverso la funzione "mostra modifiche", sarà possibile evidenziare i cambiamenti apportati dall’ultima versione, così da poterli confrontare con l'edizione precedente. A riguardo, maggiori informazioni sulle principali modifiche introdotte sono disponibili nell'edizione di febbraio 2021 di Alicante News.
Al fine di facilitare il ricorso alle linee guida, l’EUIPO permette di consultarne la versione aggiornata nelle cinque lingue di lavoro dell'Ufficio (inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo). Inoltre, esse saranno rese disponibili anche nelle altre 18 lingue ufficiali dell'UE durante il corso del 2021.
Su un simile argomento, può essere interessante l’articolo: “L’EUIPO definisce i criteri di valutazione del carattere distintivo dei marchi sonori”.
Aumento delle domande di brevetto in Italia nel 2020
L’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) ha pubblicato un report di analisi delle domande di brevetto e concessioni del titolo in Italia per il 2020. Da tale studio è risultato, in particolare che, nel corso dell’anno passato si è osservato un significativo aumento delle domande di brevetto nazionale depositate presso l’UIBM. Dunque, nonostante lo scoppio e il perdurare della pandemia e della situazione che ne è derivata, questo certamente rappresenta una conferma di un trend già in crescita, come rilevato negli anni precedenti dallo stesso Ufficio.
Nello specifico, l’UIBM sottolinea come sia la prima volta che le domande di brevetto per invenzione industriale superino, anche se di poco, il numero di 11.000 domande (segnando inoltre un incremento di 878 domande rispetto al totale registrato nel 2019). Per quanto riguarda invece i brevetti richiesti per modello di utilità, nel corso del 2020 le domande sono state 2.396, con un incremento pari a 480 domande aggiuntive depositate rispetto all’anno precedente.
Nel report pubblicato dall’UIBM si può inoltre riscontrare una rilevante crescita anche nel numero dei brevetti concessi da parte della competente Divisione del Ministero. L’UIBM sottolinea inoltre che questo possa rivelarsi anche una testimonianza di un aumento della produttività del personale impiegato nel rilascio dei relativi provvedimenti amministrativi: in particolare, nonostante lo scorso 2020 sia stato un anno caratterizzato dal diffondersi della pandemia da COVID-19 e dalla crisi che ne è conseguita, tale personale è stato prontamente “convertito” a lavorare secondo modalità di smart working e lo stesso Ufficio evidenzia come questo non abbia scalfito l’efficienza delle procedure amministrative.
In maggiore dettaglio, il numero dei brevetti concessi per invenzione industriale è cresciuto nel 2020 del 6,3% rispetto all’anno precedente (9.161 rispetto a 8.614), mentre il numero dei brevetti concessi per modello di utilità ha registrato un aumento decisamente maggiore, pari al 30,3% (2.090 rispetto ai 1.603 concessi nel 2019). A seguito di questi dati, non resta che vedere se questo trend sarà destinato a perdurare nei prossimi anni.
Su un simile argomento, può essere interessante l’articolo: “Aumentano i brevetti green in Italia”.
La rubrica Innovation Law Insights è stata redatta dai professionisti dello studio legale DLA Piper con il coordinamento di Giordana Babini,Lara Mastrangelo, Alessandra Tozzi, Filippo Grondona e Andrea Michelangeli.
Gli articoli in materia di Telecommunications sono a cura di Massimo D’Andrea e Giulia Zammataro.
Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati, è possibile contattare i soci responsabili delle questioni Giulio Coraggio, Alessandro Ferrari, Gualtiero Dragotti, Roberto Valenti, Marco de Morpurgo e Alessandro Boso Caretta.
È possibile leggere le legal predictions per il 2021 dei professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper qui, acquistare il volume redatto dai professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper in materia di intelligenza artificiale e digital transformation qui e consultare una pubblicazione di DLA Piper che illustra la normativa sugli Esports di 38 giurisdizioni qui.
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