
27 maggio 2021 • 9 minuti di lettura
Innovazione e diritto: le novità della settimana
Podcast e Privacy Compliance Survey
Il GDPR compie tre anni: una survey per analizzare la compliance privacy in Italia
Per festeggiare i tre anni del GDPR abbiamo realizzato con l’IPTT una survey che analizza la compliance privacy delle aziende che operano in Italia. I risultati dell’indagine sono disponibili qui, mentre a questo link potete trovare un nostro podcast che analizza gli ultimi 12 mesi nel mondo della privacy.
Privacy
Il Parlamento UE richiede di modificare la bozza di decisione di adeguatezza per il trasferimento di dati personali verso Regno Unito
Con 344 favorevoli, 311 contrari e 28 astenuti, venerdì 21 maggio 2021, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita la Commissione Europea ad emendare le due bozze di decisione di adeguatezza per il trasferimento dei dati verso il Regno Unito. La risoluzione del Parlamento sulla bozza di decisione di adeguatezza per il trasferimento dei dati verso il Regno Unito si fonda su considerazioni legate alla conformità a “Schrems II” e ai recenti pareri dell’EDPB.
In particolare, il Parlamento ritiene che le due bozze non siano attualmente coerenti con il diritto dell’UE. In tal senso, laddove la Commissione decidesse di adottarle senza aver risolto le criticità espresse nella risoluzione, violerebbe i margini di legalità stabiliti dal regolamento generale sulla protezione dei dati (regolamento (UE) 2016/679) (GDPR) e dalla Direttiva (UE) 2016/680 (cd. Law Enforcement Directive). Sulla scia dell’EDPB, la risoluzione evidenzia una serie di criticità legate al livello di adeguatezza garantito dall’impianto normativo britannico, evidenziando presunte carenze relative all’operato dell’Information Commissioner’s Office (ICO), al trasferimento successivo di dati verso Paesi extra-SEE ed ai programmi di sorveglianza di massa effettuabili dalle autorità di Intelligence nel Regno Unito.
Il Parlamento europeo, pertanto, invita la Commissione e le autorità competenti del Regno Unito a istituire un piano d’azione preordinato ad affrontare tempestivamente le criticità individuate dall’EDPB. Inoltre, la risoluzione invita le autorità nazionali di controllo a procedere alla sospensione delle attività di trasferimento di dati personali verso il Regno Unito qualora le decisioni di adeguatezza contestate venissero adottate. Tale impostazione sarebbe giustificata dall’assenza di adeguate “guarentigie” all’accesso ed al controllo esercitabile dall’intelligence britannica sui dati importati. La risoluzione dei nodi indicati dal Parlamento, dunque, sarà una condizione preliminare necessaria all’adozione di una decisione di adeguatezza definitiva e stabile.
Ci si pone quindi il problema se la Commissione europea sarà in grado di modificare le decisioni di adeguatezza e di adottarle entro la fine di giugno 2021, quando il periodo transitorio previsto dall’accordo sulla Brexit sulla base del quale rimaneva una temporanea libera circolazione dei dati personali verso la Gran Bretagna scadrà. Se le decisioni di adeguatezza non fossero adottate entro la fine del mese di giugno, le società dovranno adottare le clausole contrattuali standard ed eseguire una valutazione del trasferimento dei dati personali ai sensi della sentenza Schrems II anche per i trasferimenti verso la Gran Bretagna.
Su un simile argomento può essere interessante il podcast “Transfer: Il tool di legal tech di DLA Piper per valutare i trasferimenti dei dati dopo la sentenza Schrems II”.
Technology, Media and Telecommunications
Il MISE avvia una consultazione pubblica sul recepimento del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha indetto una procedura di consultazione pubblica riguardante lo schema di Decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2018/1072 che istituisce il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, al fine di “acquisire l’orientamento del mercato sugli obiettivi della direttiva individuati all’interno della Strategia per il mercato unico digitale in Europa”.
I temi sui quali il MiSE ritiene opportuno ricevere indicazioni e commenti nell’ambito della consultazione pubblica – “rivolta principalmente agli Operatori di mercato delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica” – possono riassumersi in:
- introduzione di eventuali misure di semplificazione per lo sviluppo della connettività e per il potenziamento degli investimenti in reti a banda ultralarga, sia fisse che mobili, garantendo l'accesso generalizzato alle reti ad altissima velocità e la loro ampia diffusione per tutti i cittadini. L’obiettivo della connettività di elevata qualità – che la nuova disciplina europea intende sviluppare – si affianca a quelli esistenti di promozione e mantenimento delle dinamiche concorrenziali, di tutela dei consumatori e degli utenti e di realizzazione e consolidamento del mercato interno. Nel documento posto a consultazione pubblica, il MiSE ricorda che la direttiva prevede due modelli alternativi per il perseguimento e il bilanciamento dei predetti obiettivi: il modello del co-investimento e il modello wholesale-only, sui quali i soggetti interessati sono chiamati ad esprimersi nell’ambito della consultazione pubblica;
- adozione di misure specifiche per le imprese attive esclusivamente sul mercato wholesale;
- previsione di misure regolamentari, modalità di organizzazione e meccanismi di gestione dello spettro radio che possano favorire lo sviluppo di progetti innovativi ed il 5G;
- criteri da considerare per la parametrazione degli oneri amministrativi e dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze e delle risorse di numerazione, fermo restando la necessità di garantire l’invarianza di gettito e l’uso efficiente dello spettro;
- eventuale estensione delle disposizioni regolamentari di settore (in particolare, del regime autorizzatorio) ai fornitori di servizi definiti “Over the top” (OTT). Sul punto il MiSE osserva infatti che la direttiva amplia la nozione di “servizi di comunicazione elettronica”, ricomprendendovi anche l’attività di stakeholder che forniscono online, in modalità number indipendent, servizi sostitutivi dei tradizionali servizi di comunicazione interpersonale;
- introduzione di una nozione di servizio universale che rispecchi il progresso tecnologico, l'evoluzione del mercato e della domanda degli utenti e l’opportunità di introdurre nel Servizio Universale la disponibilità generalizzata di un servizio di accesso ad Internet con caratteristiche di qualità superiori a quelle del semplice collegamento di base;
- eventuale modifica dell’impianto normativo in materia di tutela dei consumatori, con particolare riferimento alle tematiche legate alle risorse di numerazione, alla qualità dei servizi e agli obblighi di informazione applicabili ai contratti stante l’adozione di un approccio di armonizzazione massima in tema di disciplina relativa alla tutela degli utenti nel settore delle comunicazioni elettroniche, con la possibilità di un regime derogatorio, a determinate condizioni, solo fino al 21 dicembre 2021.
I contributi e le comunicazioni in risposta ai quesiti posti in consultazione pubblica dovranno essere inviati entro il 12 giugno 2021.
Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Legge di delegazione europea 2019-2020 e recepimento del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche”.
Intellectual Property
Nuovo report EUIPO sull’impatto dei social network sulle violazioni IP
Lo European Union Intellectual Property Office (EUIPO) ha recentemente pubblicato un report che mira a fornire un quadro completo sull’impatto dell’utilizzo dei social media in relazione a possibili attività di violazione o promozione alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale.
Lo studio condotto dall’EUIPO è scaturito dal tentativo di valutare la correlazione e le possibili influenze che il crescente utilizzo di Internet e dei social media potrebbe avere sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale su Internet, in particolar modo in merito al volume e alla frequenza delle violazioni sui social media. Nello specifico, è stata misurata la presenza relativa della violazione dei diritti di proprietà intellettuale in relazione a prodotti fisici e a contenuti digitali leciti protetti dal diritto d’autore e sono stati identificati gli indicatori chiave per riconoscere i modelli commerciali utilizzati per la violazione dei diritti IP sui social network.
Nello specifico, la prima parte del report mira a fornire un quadro completo in merito all’utilizzo dei social media in relazione a possibili attività di violazione o promozione alla violazione dei diritti IP. La seconda parte si occupa invece di misurare la presenza di violazioni di diritti IP relativi a prodotti fisici e a contenuti digitali sui social media comparata ai prodotti autentici o ai contenuti digitali leciti protetti da copyright. Infine, la terza parte identifica gli indicatori chiave al fine di riconoscere i modelli di business utilizzati per la violazione dei diritti IP sui social media.
Il report ha indentificato che l’undici percento delle conversazioni riguardanti prodotti fisici coperti da proprietà intellettuale potrebbe essere collegato alle relative contraffazioni e che il trentacinque percento delle conversazioni sui contenuti digitali potrebbe essere connesso alla pirateria degli stessi. L’analisi ai fini dello studio è stata condotta attraverso data mining su quattro social network (Facebook, Instagram, Reddit e Twitter) in sei Paesi dell’Unione Europea (Germania, Spagna, Italia, Polonia, Francia e Svezia), anche se non sempre la tracciabilità delle conversazioni era garantita.
Il report ha quindi rivelato che le piattaforme social risultano spesso essere strumenti di violazione dei diritti IP sia in relazione a prodotti fisici sia a contenuti digitali e che identificare queste violazioni risulta complesso a causa della varietà degli approcci utilizzati, che vengono spesso modificati per sfuggire ai controlli, diffondendosi su varie piattaforme tramite diverse lingue e contenuti.
Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Secondo l’EUIPO i cittadini europei sono consapevoli della tutela dei diritti IP”.
La rubrica Innovation Law Insights è stata redatta dai professionisti dello studio legale DLA Piper con il coordinamento di Giordana Babini, Benedetta Cordova, Filippo Grondona, Lara Mastrangelo, Andrea Michelangeli, Giuseppe Modugno, Alessandra Tozzi e Giacomo Vacca.
Gli articoli in materia di Telecommunications sono a cura di Massimo D’Andrea e Giulia Zammataro.
Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati, è possibile contattare i soci responsabili delle questioni Giulio Coraggio, Alessandro Ferrari, Gualtiero Dragotti, Roberto Valenti, Marco de Morpurgo e Alessandro Boso Caretta.
È possibile leggere le legal predictions per il 2021 dei professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper qui, acquistare il volume redatto dai professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper in materia di intelligenza artificiale e digital transformation qui e consultare una pubblicazione di DLA Piper che illustra la normativa sugli Esports di 45 giurisdizioni qui.
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