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5 maggio 202110 minuti di lettura

Innovazione e diritto: le novità della settimana

Podcast

Ilaria Musco, Head Of Legal Affairs Italy di DAZN, sull’evoluzione del settore dei media

In questo podcast, Ilaria Musco, Head Of Legal Affairs Italy di DAZN, racconta a Giulio Coraggio ed Elena Varese dello studio legale DLA Piper la sua carriera che l’ha portata dalla Sicilia in alcune delle più grandi società del settore dei media in Italia. Il podcast è disponibile QUI.

Privacy

Telemarketing e consenso: le ultime sanzioni del Garante contro tre call center

Il Garante privacy ha sanzionato tre call center coinvolti in attività di telemarketing facendo seguito alle sanzioni precedentemente emesse contro le principali compagnie telefoniche.

Consenso preventivo per le comunicazioni promozionali, gestione oculata delle liste di contatto, idonee misure tecniche e organizzative volte a tutelare la privacy degli interessati: sono questi i principi fondamentali sui quali il Garante privacy ha condotto verifiche in call center incaricati per attività di telemarketing, a seguito delle sanzioni comminate a compagnie telefoniche che avevano commissionato ad alcuni operatori lo svolgimento di campagne promozionali senza stabilire adeguate misure e controlli.

Le pratiche sotto la lente d’ingrandimento del Garante si sostanziano in reiterate comunicazioni commerciali a) in assenza di consenso degli interessati; oppure b) nonostante l’iscrizione delle utenze telefoniche nel Registro pubblico delle opposizioni; ovvero c) anche dopo l’esercizio del diritto di opposizione. All’esito dell’attività istruttoria e ispettiva è emerso che tre call center avevano contattato un elevato numero di utenti non inclusi nelle liste ufficiali fornite dal committente, utilizzando delle cosiddette utenze “fuori lista”.

I numeri telefonici fuori lista risultavano spesso riferibili ad interessati che non avevano fornito un libero e specifico consenso o ad utenze iscritte nel Registro pubblico delle opposizioni. Inoltre, molti dei contatti “fuori lista” avevano più volte manifestato agli operatori dei call center la volontà di esercitare il diritto all’opt-out e di essere inseriti nelle cosiddette black list. Taluni numeri telefonici utilizzati per le comunicazioni promozionali, inoltre, non erano riconducibili a utenze “referenziate” (ad esempio, acquisite da familiari o conoscenti) ma a fonti incerte o non idoneamente documentate.

Nel primo provvedimento, il Garante privacy ha evidenziato la condotta illegittima dell’operatore sostanziatasi in reiterate ed invasive comunicazioni commerciali rivolte agli utenti. A giudizio dell’Autorità, l’aggressività della pratica si evince da comunicazioni effettuate fino a 150 volte in un anno a seguito dell’esercizio dell’opt-out da parte degli utenti interessati. L’importo della sanzione comminata ammonta a 80.000 euro.

Il secondo provvedimento, invece, evidenza gravi carenze in capo all’operatore interessato relative in particolare alla liceità dei dati contenuti nelle liste di contatto acquisite da imprese terze, anche in relazione alla validità dei consensi forniti per il marketing. Tuttavia, nel corso dell’istruttoria il call center ha comunicato di aver intrapreso un percorso di revisione della propria strategia di marketing in un’ottica di compliance con il GDPR. Alla società è stata comminata una sanzione di 15.000 euro.

Nel terzo provvedimento, è stata contestata una sanzione minore, in ragione del livello di cooperazione offerto dall’operatore nei confronti dell’Autorità. In tal senso, il Garante privacy ha contestato criticità nella gestione delle liste di utenze telefoniche “referenziate” e la correlazione delle stesse ad altre informazioni quali l’origine dei dati e degli operatori che avevano lavorato sulle specifiche utenze. La sanzione, in questo caso, ammonta a 5.000 euro.

Nel calcolo dell’importo delle sanzioni il Garante privacy ha tenuto conto, alla luce della gravità delle infrazioni, del periodo di grave crisi socio-economica innescato dall’emergenza pandemica, della categoria dei dati personali, del numero degli interessati e del livello di cooperazione offerto dalle società.In tutti e tre i casi, il Garante non ha ritenuto legittimo l’utilizzo della base giuridica del legittimo interesse per attività di telemarketing, ha vietato l’ulteriore trattamento per finalità di marketing di dati acquisiti illecitamente e ha prescritto la tempestiva adozione di tutte le misure necessarie ad assicurare il corretto e trasparenze trattamento, con particolare riguardo ai dati “fuori lista” e a quelli inclusi in black list.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “L’Italia è il Paese con le sanzioni più elevate ai sensi del GDPR”.

Technology Media & Telecoms

Legge di delegazione europea 2019-2020 e recepimento del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche

Recentemente è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 53/2021 recante la delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea per gli anni 2019 e 2020.

Tra le direttive che il Governo è chiamato a recepire nell’esercizio della delega vi è anche la Direttiva (UE) 2018/1972, che istituisce il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, il cui termine per il recepimento nelle legislazioni degli Stati Membri è scaduto il 21 dicembre 2020 (in data 4 febbraio 2021 la Commissione europea ha avviato procedure di infrazione nei confronti di 24 Stati Membri – tra cui l’Italia – per non aver ancora recepito la Direttiva).

Con l’articolo 4 della legge di delegazione europea sono stati in particolare dettati i principi e i criteri direttivi che il Governo, nell’esercizio della delega, è chiamato a seguire per il recepimento della Direttiva che istituisce il Codice.

Nello specifico, tali principi e criteri prevedono:

  1. il riordino delle disposizioni attualmente vigenti del codice delle comunicazioni elettroniche – il D.Lgs. n. 259/2003 – “attraverso l'adozione di un nuovo codice delle comunicazioni elettroniche per l'armonizzazione della normativa di settore, assicurando il necessario coordinamento tra le disposizioni oggetto di modifica o integrazione”;
  2. l’assegnazione delle nuove competenze affidate all’AGCom e alle altre autorità amministrative competenti, tra cui il MISE, nel rispetto del principio di stabilità del riparto delle competenze previsto dall’articolo 5 della direttiva (UE) 2018/1972;
  3. l’introduzione di “misure di semplificazione per lo sviluppo della connettività e per potenziare gli investimenti in reti a banda ultralarga, sia fisse che mobili, garantendo altresì l'accesso generalizzato alle reti ad altissima velocità e la loro ampia diffusione per tutti i cittadini, evitando zone bianche in assenza di copertura sul territorio nazionale, a prezzi accessibili e con possibilità di scelta adeguata”; nonché l’introduzione di una nozione di “Servizio Universale” in grado di rispecchiare “il progresso tecnologico, l’evoluzione del mercato e la domanda degli utenti”;
  4. assicurare il rispetto dei principi di concorrenza e di certezza dei tempi nelle procedure di assegnazione e rinnovo dei diritti di uso delle frequenze radiomobili;
  5. la definizione di un regime autorizzatorio per l’uso delle frequenze utilizzate dalle tecnologie per l’IoT, nel rispetto del principio di proporzionalità, volto a garantire “lo sviluppo di progetti imprenditoriali innovativi”;
  6. la previsione di “oneri amministrativi proporzionati, al fine di non ostacolare lo sviluppo delle attività dei prestatori di servizi”, nonché di “adeguate e specifiche misure per le imprese attive esclusivamente sul mercato all'ingrosso”;
  7. l’aggiornamento dei compiti dell’AGCom, anche al fine di “rafforzarne le prerogative di indipendenza”;
  8. la revisione dell’apparato sanzionatorio amministrativo e penale, già previsto dal vigente codice delle comunicazioni elettroniche;
  9. l’integrazione delle “limitazioni fatte salve dalla direttiva (UE) 2018/1972 per fini di ordine pubblico, pubblica sicurezza e difesa, includendo le esigenze della sicurezza dello Stato”;
  10. annoverare le ricerche di mercato, sociali e di opinione tra le ricerche scientifiche e storiche a fini statistici, nel rispetto delle diverse finalità che le medesime perseguono.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Proposte in tema di sviluppo delle reti di telecomunicazione”.

Intellectual Property

Pubblicate le Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato le linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023. Il documento, pubblicamente accessibile sul sito del Ministero e dell’UIBM, si occupa di delineare un piano per lo sviluppo e per la valorizzazione dei diritti IP.

In particolare, tale documento vuole costituire una base di discussione finalizzata alla definizione di una strategia italiana sulla proprietà industriale. Attraverso la consultazione pubblica, cui il documento è destinato, si intende acquisire le osservazioni e i suggerimenti da parte di tutti i soggetti interessati affinché la più ampia convergenza porti alla messa a punto di una strategia concretamente incisiva.

Nello specifico, le linee guida prendono le mosse da quanto indicato dal Piano di azione della Commissione UE “Sfruttare al meglio il potenziale innovativo dell’UE – Piano di azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE”, adottato il 25 novembre 2020. Accogliendo lo specifico invito della Commissione, il documento si concentra su cinque obiettivi. Il primo obiettivo è il miglioramento del sistema di protezione dei diritti IP, che implica una possibile modifica del Codice della Proprietà Industriale. Ad oggi infatti tale sistema è ancora poco accessibile e caratterizzato da procedure complesse, non pienamente adeguate all’era digitale. Il secondo obiettivo consiste nell’incentivare l’uso dei diritti IP, in particolare da parte delle piccole e medie imprese e dei ricercatori, attraverso vari strumenti tra cui specifici voucher messi a disposizione dalla Commissione e dall’EUIPO. Inoltre, la Commissione predisporrà, in collaborazione con l'EUIPO, uno sportello unico per l'accesso a informazioni e consulenze in materia di PI.

Ancora, il piano è volto a facilitare l’accesso ai brevetti e la loro conoscenza, migliorando la trasparenza e la prevedibilità nella concessione di licenze per i brevetti SEP e promuovendo l’accesso ai dati e la loro condivisione. Un ulteriore aspetto fondamentale, anche alla luce della prossima implementazione della Direttiva Copyrights, riguarda il quarto obiettivo, volto a garantire un rispetto più rigoroso della proprietà industriale. In tal senso, sarà fondamentale rafforzare il contrasto a pirateria e contraffazione e chiarire e aggiornare le responsabilità dei servizi digitali, in particolare delle piattaforme online. Il quinto obiettivo, infine, è il rafforzamento del ruolo dell’Italia a livello internazionale, ad esempio favorendo le convenzioni bilaterali.

 

In termini di tempistica, l’UIBM prevede di che un disegno di legge di revisione del Codice di Proprietà Industriale venga definito entro metà luglio.

 

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Un action plan della Commissione europea sulla proprietà intellettuale”.

La rubrica Innovation Law Insights è stata redatta dai professionisti dello studio legale DLA Piper con il coordinamento di Giordana Babini, Benedetta Cordova, Filippo Grondona, Lara Mastrangelo, Andrea Michelangeli, Giuseppe Modugno, Alessandra Tozzi e Giacomo Vacca.

Gli articoli in materia di Telecommunications sono a cura di Massimo D’Andrea e Giulia Zammataro.

Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati, è possibile contattare i soci responsabili delle questioni Giulio Coraggio, Alessandro Ferrari, Gualtiero Dragotti, Roberto Valenti, Marco de Morpurgo e Alessandro Boso Caretta.

È possibile leggere le legal predictions per il 2021 dei professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper qui, acquistare il volume redatto dai professionisti del dipartimento di Intellectual Property and Technology di DLA Piper in materia di intelligenza artificiale e digital transformation qui e consultare una pubblicazione di DLA Piper che illustra la normativa sugli Esports di 45 giurisdizioni qui.

DLA Piper Studio Legale Tributario Associato tratta i dati personali in conformità con l'informativa sul trattamento dei dati personali disponibile qui.

Qualora non si volesse più ricevere gli Innovation Law Insights o ci si volesse iscrivere alla stessa, è possibile inviare un'email a Martina Di Leva.

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