
4 agosto 2025 • 3 minuti di lettura
UPC: i criteri di selezione e i codici di condotta dei membri del PMAC
Il 29 luglio sono state pubblicate le attese decisioni (reperibili qui) del Comitato Amministrativo dell'UPC, emesse già lo scorso 2 luglio, relative ai criteri di selezione e ai codici di condotta per arbitri e mediatori del Patent Mediation and Arbitration Centre (PMAC).
Tra i criteri di selezione per i futuri membri del PMAC spicca anzitutto il possesso di qualifiche professionali specifiche, nonché di un'adeguata conoscenza linguistica.
In particolare, per ricoprire il ruolo di arbitro unico o d’urgenza (cui si ricorre nei procedimenti cautelari), è richiesta un'esperienza quinquennale in ambito brevettuale come arbitro, giudice, avvocato o consulente brevettuale in possesso dello European Patent Litigation Certificate o titolo equivalente.
Requisiti meno stringenti sono invece previsti per i membri dei collegi arbitrali, ove possono essere ammessi non solo profili con cinque anni di esperienza tecnica nel settore dei brevetti, ma anche figure che abbiano rivestito ruoli dirigenziali in ambiti industriali, commerciali o finanziari strettamente connessi al campo brevettuale.
Accanto ai requisiti professionali, per divenire arbitri è essenziale dimostrare, tra l'altro, attitudine a gestire procedimenti complessi, nonché un concreto impegno nei confronti dell’attività del Centro.
Quanto all'organo di mediazione, le parti possono avvalersi di mediatori accreditati dal Centro oppure di mediatori associati, nominati direttamente dalle parti e soggetti all’approvazione del PMAC.
I mediatori accreditati devono godere di un'esperienza almeno quinquennale in ambito di mediazione o risoluzione stragiudiziale di controversie brevettuali, mentre per i mediatori associati è richiesta un'esperienza di almeno cinque anni in qualità di giuristi o tecnici in ambito brevettuale, oppure di almeno due anni in ambito di mediazione o risoluzione stragiudiziale delle controversie.
Sia per i mediatori accreditati sia per quelli designati dalle parti è previsto il completamento con esito positivo di un apposito corso di formazione. Sotto diverso profilo, è fondamentale che i mediatori dimostrino, tra l'altro, capacità relazionali adatte a facilitare il dialogo tra le parti.
Sia per gli arbitri sia per i mediatori è prevista una procedura di selezione che ha avvio con l'invio della propria candidatura o con il reclutamento da parte del Centro. La selezione è affidata al Direttore del PMAC e al Comitato di esperti, i quali nella loro scelta tengono anche conto della nazionalità dei candidati per favorire un equilibrio geografico. Il conseguimento di titoli di studio pertinenti, licenze professionali, accreditamenti presso organi di mediazione o arbitrato, premi ed eventuali pubblicazioni costituiscono requisito preferenziale.
Una volta selezionati, i professionisti, tenuti a un obbligo di formazione continua, vengono inseriti in una lista pubblica consultabile dai soggetti interessati e si impegnano ad assumere una serie di obblighi, incluso quello di svolgere taluni servizi pro bono e l'adesione alle disposizioni di cui ai rispettivi Codici di Condotta. Questi ultimi si articolano in dieci principi fondamentali che spaziano da requisiti personali quali integrità personale e diligenza, ad aspetti legati alla professione, tra cui l'elevata preparazione tecnica necessaria ad assolvere l’obbligo di competenza previsto dai Codici, l'astensione in caso di conflitti d'interesse, l'obbligo di riservatezza e la trasparenza in materia di costi delle procedure.
Non resta a questo punto che aspettare l'autunno, quando, terminate le selezioni - che avranno inizio a breve e di cui sarà reso noto l'avvio direttamente sul sito del PMAC - verranno resi noti i nomi di arbitri e mediatori del PMAC. Nel frattempo, auguriamo a tutti i nostri lettori buone vacanze; l’appuntamento con i nostri articoli tornerà dopo la pausa estiva.



