
10 aprile 2025 • 25 minuti di lettura
Innovation Law Insights
10 aprile 2025Podcast
Valutazione della conformità AI: la tua azienda sta facendo la cosa giusta?
La valutazione della conformità dei sistemi di IA sta rapidamente diventando una componente fondamentale per le aziende, poiché l’intelligenza artificiale (IA) passa dai progetti pilota all’integrazione su vasta scala nelle operazioni principali.
Il controllo normativo, in particolare per quanto riguarda la conformità agli standard dell’UE, si è notevolmente intensificato. La domanda urgente per le organizzazioni ora è: la vostra azienda sta valutando correttamente la conformità dei sistemi di IA?
Potete ascoltare l’episodio sull’argomento QUI.
Legal Leaders Insights | Anna Rosa Cosi, General Counsel di Siemens Italia
Come si sta evolvendo la funzione legale nell’era delle fabbriche intelligenti, delle macchine connesse e delle soluzioni industriali basate sull’intelligenza artificiale?
In questo episodio di Legal Leaders Insights, il conduttore Giulio Coraggio incontra Anna Rosa Cosi, General Counsel di Siemens Italia, una delle aziende leader nel mondo nel settore delle tecnologie industriali, per esplorare come si sta evolvendo la funzione legale nell’era dell’Industria 4.0.
Potete ascoltare l’episodio sull’argomento QUI.
Artificial Intelligence
Quali obblighi legali per gli operatori di gioco d'azzardo online nell'uso dell'intelligenza artificiale?
L'integrazione dell'intelligenza artificiale (IA) nelle piattaforme di gioco d'azzardo online ha rivoluzionato il settore, offrendo agli utenti un'esperienza migliore, una migliore gestione del rischio e operazioni più snelle, ma quali obblighi legali ne derivano?
Questo progresso tecnologico introduce una complessa serie di obblighi legali che gli operatori devono affrontare per garantire la conformità e mitigare le potenziali responsabilità. Questo articolo approfondisce il variegato panorama giuridico che circonda l'uso dell'IA nel gioco d'azzardo online.
- Conformità con l'AI Act
L'AI Act stabilisce un quadro giuridico completo per l'utilizzo dei sistemi di IA. Gli operatori di gioco d'azzardo online che utilizzano l'IA devono valutare la classificazione dei sistemi di IA che intendono utilizzare in base al livello di rischio dell'applicazione in questione e, di conseguenza, rispettare gli obblighi previsti dall'AI Act. I sistemi di IA ad alto rischio sono soggetti a requisiti rigorosi, tra cui una rigorosa governance dei dati, misure di trasparenza e un monitoraggio continuo per garantire la sicurezza e la conformità.
Esempio: un operatore di gioco d'azzardo online utilizza uno strumento di valutazione del rischio basato sull'IA per individuare comportamenti di gioco potenzialmente problematici (come richiesto, ad esempio, dal nuovo regime normativo italiano) e prevenire le frodi. Poiché questo sistema influisce sulla situazione finanziaria degli utenti e sull'accesso ai servizi, può essere considerato ad alto rischio ai sensi dell'AI Act. L'operatore deve implementare un'ampia documentazione, meccanismi di supervisione umana e sottoporsi a valutazioni di conformità prima di implementare lo strumento.
Allo stesso modo, alcuni sistemi di IA utilizzati sulle piattaforme di gioco d'azzardo online potrebbero essere qualificati come sistemi di IA vietati poiché, ad esempio, sfruttano le vulnerabilità dei giocatori. A questo proposito, è fondamentale effettuare una valutazione preventiva per evitare il rischio di una classificazione errata del sistema di IA. La questione è piuttosto urgente poiché le disposizioni dell'AI Act sui sistemi di IA vietati sono già applicabili.
- Rispetto delle leggi sulla protezione dei dati
I sistemi di IA nel gioco d'azzardo online spesso trattano grandi quantità di dati personali, il che richiede il rigoroso rispetto delle normative sulla protezione dei dati, come il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Gli operatori devono garantire che le attività di trattamento dei dati basate sull'IA siano trasparenti, sicure e rispettino la privacy degli utenti. Questo scenario può includere l'ottenimento del consenso esplicito da parte degli utenti o l'identificazione corretta della base giuridica alternativa, ad esempio l'interesse legittimo che deve essere adeguatamente supportato, l'attuazione di solide misure di sicurezza dei dati e la fornitura di informazioni chiare su come i sistemi di IA utilizzano i dati personali.
Esempio: un operatore di gioco d'azzardo online utilizza un sistema di IA per analizzare il comportamento degli utenti e fornire consigli personalizzati sui giochi. Il sistema raccoglie e tratta la posizione degli utenti, le preferenze di gioco, il tempo trascorso a giocare e la cronologia delle transazioni. Ai sensi del GDPR, l'operatore deve informare gli utenti in merito ai dati raccolti e allo scopo del trattamento e garantire che siano in atto adeguate misure di sicurezza, come la minimizzazione e la crittografia dei dati. Tenendo presente che le multe più rilevanti finora per l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale provengono dalle autorità per la protezione dei dati, gli operatori dovranno affrontare la questione con molta attenzione.
- Affrontare i bias e l'equità algoritmica
Il potenziale di bias algoritmici nei sistemi di IA può portare a risultati iniqui, come pratiche discriminatorie nelle interazioni con gli utenti o nei risultati dei giochi. L'AI Act consente il trattamento di dati personali sensibili per rilevare e correggere tali bias, a condizione che siano in atto adeguate garanzie. Gli operatori devono attuare misure per identificare, valutare e mitigare i pregiudizi nei loro sistemi di IA, garantendo che i risultati siano equi e non discriminatori.
Esempio: uno strumento di IA utilizzato per rilevare modelli di abuso dei bonus contrassegna involontariamente i giocatori di una regione specifica più frequentemente a causa di dati di addestramento distorti. Ciò si traduce in sospensioni ingiuste dell'account. Per conformarsi all'AI Act e alle leggi in materia di antidiscriminazione, l'operatore deve riqualificare il modello di IA con dati più rappresentativi e implementare periodici controlli dei bias. A questo proposito, va considerato che, se un sistema di IA è sostanzialmente personalizzato per soddisfare le esigenze di un operatore, quest'ultimo potrebbe essere riqualificato come fornitore del sistema di IA con la conseguente applicabilità degli obblighi più rigorosi ai sensi dell'AI Act.
- Stabilire solidi quadri di governance dell'IA
Un'efficace governance dell'IA è fondamentale per gestire i rischi di conformità associati all'implementazione dell'IA nel gioco d'azzardo online. Gli operatori dovrebbero istituire comitati interni composti da esperti in ambito legale, informatico, di conformità, dati e sicurezza informatica per supervisionare i rischi legati all'IA. Questi comitati sono responsabili dell'approvazione delle politiche, della gestione dei fornitori e dell'integrazione dell'IA nelle strutture di rischio esistenti. Solo se un operatore ha stabilito specifiche regole di governance interna, può limitare il rischio che i suoi dipendenti utilizzino sistemi di IA che non sono stati precedentemente approvati e che potrebbero mettere a repentaglio l'attività dell'azienda. Allo stesso tempo, vietare qualsiasi utilizzo dei sistemi di IA incoraggerebbe i dipendenti a utilizzarli comunque, ad esempio tramite computer privati.
Esempio: una piattaforma di gioco d'azzardo utilizza chatbot di IA per il servizio clienti, inclusa la gestione delle richieste di autoesclusione. Senza un'adeguata supervisione, il chatbot nega erroneamente una richiesta di autoesclusione a causa di un'errata interpretazione del NLP. Un solido quadro di governance dell'IA richiederebbe protocolli di escalation umana e revisioni regolari dei dati di formazione per garantire che il chatbot funzioni in modo affidabile ed etico.
- Garantire la trasparenza nel processo decisionale automatizzato
Gli operatori di gioco d'azzardo devono fornire agli utenti informazioni significative sulla logica, il significato e le potenziali conseguenze delle decisioni automatizzate prese dai sistemi di IA. Questa trasparenza è essenziale per il rispetto delle leggi sulla protezione dei dati e per mantenere la fiducia degli utenti. Sebbene la protezione degli algoritmi proprietari sia importante, gli operatori non possono utilizzare le protezioni del segreto commerciale per trattenere le informazioni richieste dalle normative.
Esempio: un sistema di IA regola automaticamente i limiti di scommessa dell'utente in base a modelli comportamentali. Un utente il cui limite viene improvvisamente ridotto contesta la decisione. Ai sensi del GDPR, l'operatore deve fornire una spiegazione chiara della logica alla base della decisione automatizzata e offrire la possibilità di una revisione umana.
- Rischi legali per gli operatori di gioco d'azzardo relativi alla proprietà intellettuale legata all'IA
L'uso dell'IA nella generazione di contenuti o nel processo decisionale nel gioco d'azzardo online solleva questioni relative ai diritti di proprietà intellettuale. Gli operatori del gioco d'azzardo devono garantire che i contenuti generati dall'IA non violino i diritti d'autore esistenti e che abbiano i diritti appropriati per utilizzare tali contenuti. Inoltre, dovrebbero essere messe in atto politiche chiare in merito alla proprietà delle opere generate dall'IA per prevenire potenziali controversie.
Esempio: un operatore del settore del gioco d'azzardo utilizza uno strumento di IA generativa per creare opere d'arte promozionali, temi di gioco e immagini di atleti unici. Se lo strumento viene addestrato su contenuti protetti da copyright senza la dovuta licenza, l'operatore potrebbe dover affrontare richieste di risarcimento per violazione del copyright. L'operatore deve garantire la trasparenza da parte del fornitore di IA in merito ai dati di addestramento e assicurarsi i diritti di utilizzo dei contenuti appropriati.
Con l'uso dei sistemi di IA che sta rapidamente passando dai progetti pilota alle operazioni, gli operatori del gioco d'azzardo devono implementare in modo proattivo la conformità. Ciò include la mappatura dei sistemi di IA esistenti, la valutazione dei loro livelli di rischio, l'implementazione dei controlli necessari e il rimanere informati sull'evoluzione dei requisiti legali. Una preparazione precoce può prevenire costosi adeguamenti e garantire una perfetta integrazione delle tecnologie di IA nel quadro giuridico.
Sebbene l'IA offra notevoli opportunità di innovazione nel gioco d'azzardo online, gli operatori devono adempiere diligentemente agli obblighi legali associati. Attraverso l'implementazione di quadri di governance completi, la garanzia della conformità alle leggi sulla protezione dei dati, la gestione dei bias algoritmici e la preparazione alle normative future, gli operatori possono sfruttare responsabilmente il potenziale dell'IA, salvaguardando al contempo gli interessi degli utenti e mantenendo la conformità normativa.
Su un argomento simile può essere d'interesse l'articolo: "La vostra organizzazione ha implementato un modello di governance dell’AI?"
Autore: Giulio Coraggio
Space Law
Disegno di legge sulla New Space Economy: la nuova frontiera del diritto e degli investimenti per lo Spazio in Italia
Lo scorso 6 marzo 2025 la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge che, una volta approvato, permetterà all'Italia di dotarsi di una legge quadro per la regolamentazione e lo sviluppo dell’economia dello spazio (di seguito, il "DDL Spazio").
Il provvedimento interviene nell’ambito della cosiddetta New Space Economy, un ecosistema incentrato sulla ricerca, lo sviluppo e l’innovazione nel settore spaziale anche attraverso il coinvolgimento di operatori privati. Le potenzialità della New Space Economy si sviluppano in primo luogo nel più tradizionale settore dell’upstream (o Space Industry) – che coinvolge la progettazione, lo sviluppo e la produzione delle infrastrutture spaziali, come satelliti, lanciatori, stazioni spaziali e future basi lunari. L'innovazione del settore è però trascinata soprattutto dall'evoluzione del segmento downstream, che sfrutta invece le risorse generate dalle infrastrutture spaziali, come l'elaborazione e la commercializzazione dei dati raccolti dai satelliti per applicazioni come il monitoraggio ambientale, la navigazione satellitare e le telecomunicazioni, con la creazione di infrastrutture terrestri complementari (c.d. settore midstream).
Tra i settori in più rapida espansione troviamo l'applicazione di tecnologie satellitari per l'osservazione della Terra, a beneficio di una ampia categoria di settori tra cui la logistica e i trasporti, l'agricoltura di precisione, le previsioni metereologiche e la gestione delle catastrofi. Il lancio di nuove costellazioni satellitari sta inoltre agevolando l'espansione delle comunicazioni satellitari, rendendole sempre più accessibili ed efficienti, con impatti rilevanti sia per gli utilizzi civili che militari.
Il Boom della Space Economy
Nel 2024, il settore spaziale ha visto una crescita annua dell’11%, superando i 470 miliardi di euro nel 2023. Secondo il World Economic Forum, entro il 2035 la space economy raggiungerà un valore di 1,8 trilioni di dollari, con un incremento medio del 9% annuo. L’Italia è il sesto Paese al mondo per investimenti spaziali rispetto al PIL. Nel 2023, gli investimenti italiani hanno toccato i 4,6 miliardi di euro, grazie a contributi nazionali, PNRR e alla partecipazione al programma Artemis (NASA). L’obiettivo per il 2026 è raggiungere 7,3 miliardi di investimenti, coinvolgendo ESA, ASI, PNRR e fondi europei.
Il quadro normativo italiano sullo spazio
La proposta di normativa italiana, destinata a impattare prevalentemente il segmento upstream, disciplina il settore dell'economia spaziale definendo innanzitutto il proprio ambito di applicazione: secondo l’Articolo 3, le disposizioni si applicano a tutte le attività spaziali condotte sul territorio nazionale, nonché a quelle svolte all’estero da operatori italiani. Le attività spaziali destinate ad essere regolate dal DDL Spazio coinvolgono le seguenti operazioni:
- Lancio, rilascio, gestione in orbita e rientro di oggetti spaziali;
- Esplorazione, estrazione e uso di risorse naturali dello spazio;
- Lancio, volo, permanenza di esseri viventi nello spazio;
- Ogni altra attività realizzata sui corpi celesti e nello spazio extra-atmosferico (oltre i 100 km s.l.m.), inclusi i voli suborbitali, che costituiscono la nuova frontiera per lo sfruttamento commerciale dello spazio.
Quanto all'ambito di applicazione soggettiva del DDL Spazio, la proposta di legge definisce gli "operatori spaziali" come le persone fisiche o giuridiche che intendono condurre attività spaziali sotto la propria responsabilità. Sono tuttavia escluse le operazioni svolte dal Ministero della Difesa e dagli organismi di sicurezza, garantendo così un’autonomia normativa e strategica per le iniziative legate alla difesa e alla sicurezza nazionale.
Licenze e Autorizzazioni
Per operare nello spazio, le imprese private devono ottenere un’autorizzazione che certifichi il rispetto di specifici requisiti. Tra questi troviamo criteri oggettivi (articolo 5), legati alla sicurezza, alla resilienza e alla sostenibilità ambientale della singola operazione, e requisiti soggettivi (articolo 6), che riguardano la condotta dell’operatore, le competenze tecniche, la solidità finanziaria e la presenza di una adeguata copertura assicurativa. Il sistema autorizzativo segue un regime misto (articoli 4-10), applicabile sia a missioni singole che a operazioni continuative, come il lancio di costellazioni satellitari. La durata dell’iter di approvazione è fissato dal DDL Spazio in 120 giorni, senza possibilità di silenzio-assenso. Non è tuttavia necessario ottenere una nuova autorizzazione qualora l’attività spaziale sia svolta sulla base di un’autorizzazione rilasciata da uno Stato estero, riconosciuta dallo Stato italiano in base a un trattato internazionale.
Registrazione degli Oggetti Spaziali
Ai sensi dell'articolo 15 del DDL Spazio, ogni oggetto spaziale lanciato dall'Italia deve essere registrato nel Registro Nazionale. Gli operatori sono tenuti a comunicare informazioni essenziali, tra cui lo Stato di lancio, il nome e i parametri orbitali, oltre allo scopo e alla durata della missione. Devono inoltre segnalare eventuali trasferimenti di proprietà o cambiamenti nella gestione.
Controlli e Sanzioni
L'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha il compito di vigilare e regolamentare le attività spaziali, esercitando poteri di ispezione, richiesta di documenti e monitoraggio delle operazioni. Le sanzioni per il mancato rispetto della normativa sono severe: chi omette di ottemperare agli obblighi informativi può incorrere in multe tra 150.000 e 500.000 euro, mentre operare senza autorizzazione può comportare pene detentive da 3 a 6 anni.
Responsabilità e Assicurazioni
Tra le innovazioni più rilevanti proposte dal DDL Spazio c'è la modifica dell'attuale regime di responsabilità, che i trattati internazionali riconoscono direttamente in capo agli Stati che hanno autorizzato le operazioni spaziali. Nella proposta di legge, infatti, accanto alla responsabilità degli Stati è prevista anche una responsabilità oggettiva in capo ai singoli operatori spaziali per i danni causati a persone e beni sulla Terra, nonché agli aeromobili in volo. Il DDL Spazio non si spinge tuttavia a regolare il regime anche per i danni causati nello spazio extra-atmosferico, che possono quindi essere riconosciuti esclusivamente in capo agli Stati di lancio in base al principio di responsabilità per colpa, come definito dalla Convenzione sulla Responsabilità Internazionale per i Danni Causati da Oggetti Spaziali del 1972. Il regime di responsabilità è inoltre fortemente impattato, anche in termini di potenziali limitazioni all'accesso al mercato, dall'introduzione di un’assicurazione obbligatoria che copra fino a 100 milioni di euro per sinistro, con possibili riduzioni per startup innovative e progetti di ricerca.
Incentivi e Nuove Opportunità
Per supportare la crescita della space economy, il DDL Spazio propone di istituire un Piano Nazionale per l’Economia dello Spazio, finalizzato a promuovere la conclusione di accordi di partnership innovativi tra gli stakeholder istituzionali e gli operatori spaziali privati, attraverso una pianificazione strategica dell'allocazione delle risorse. È inoltre prevista la creazione di un Fondo per l’Economia dello Spazio da 35 milioni di euro per il 2025, per favorire lo sviluppo del mercato di prodotti e servizi basati su tecnologie spaziali, anche da parte di startup e PMI. Per incentivare ulteriormente la presenza di startup e PMI nel mercato delle attività spaziali, il DDL Spazio riserva loro una quota di subappalto obbligatorio di almeno il 10%.
Satelliti e Sovranità Nazionale
L'Articolo 25 introduce una riserva di capacità trasmissiva nazionale finalizzata a garantire, in situazioni critiche o quando le reti terrestri non sono disponibili, l'uso di satelliti e costellazioni in orbita geostazionaria, aumentando la diversificazione e garantendo la sicurezza nazionale. Tale misura intende tutelare il settore strategico delle comunicazioni satellitari affidando la riserva di capacità trasmissiva nazionale esclusivamente da enti appartenenti all'UE o alla NATO, anche per favorire lo sviluppo di un’infrastruttura satellitare autonoma e agevolare un adeguato ritorno industriale per l'Italia.
L'Articolo 26 interviene poi sulla gestione delle frequenze, affidando al Ministero delle Imprese e del Made in Italy da definizione di criteri per limitare le interferenze tra satelliti e reti terrestri, nonché l'effettuazione di studi per armonizzare i criteri di localizzazione dei gateways terrestri adatti ad ospitare siti multipli, minimizzando l'interferenza aggregata. Il tema è diventato particolarmente rilevante dopo i recenti contrasti tra alcune imprese leader nel settore delle comunicazioni satellitari e delle telecomunicazioni, evidenziando la necessità di un quadro normativo chiaro per bilanciare innovazione tecnologica e tutela delle infrastrutture nazionali.
Conclusione
Con la proposta del DDL Spazio, attualmente in corso di analisi da parte del Senato, l'Italia intende rafforzare la propria posizione nella New Space Economy definendo un quadro organico per lo svolgimento delle attività spaziali. Con investimenti in crescita, nuove opportunità di business e incentivi per PMI e start-up, restano comunque da dirimere alcune criticità legate all'accesso da parte di società straniere ad un settore strategico come quello delle comunicazioni satellitari, particolarmente rilevanti in un contesto geopolitico in continua evoluzione.
Su un argomento simile può essere d'interesse l'articolo: "Oltre la Terra: Navigare nella legislazione e nell’assicurazione spaziale per un futuro sostenibile"
Autrici: Marianna Riedo, Dorina Simaku
Intellectual Property
UPC: la Divisione Locale di Mannheim fornisce chiarimenti sulla giurisdizione e la legge applicabile
Con decisione dell'11 marzo 2025, la Divisione Locale di Mannheim ha fornito importanti chiarimenti – tra l'altro – in merito alla giurisdizione dell'UPC e alla legge applicabile in caso di atti di contraffazione commessi prima dell'entrata in vigore dell'UPCA, avvenuta il 1 giugno 2023.
Secondo la Corte, in assenza di una norma che ne limiti la portata ratione temporis, non vi è anzitutto dubbio che la giurisdizione dell'UPC si estenda agli atti antecedenti al 1 giugno 2023.
Ciò trova conforto anche nell'Art. 3 UPCA, secondo il quale la giurisdizione della Corte sussiste con riguardo a qualsiasi brevetto europeo non ancora scaduto al momento dell’entrata in vigore dell’Accordo. Ciò che rileva, dunque, è esclusivamente che, al momento dell'entrata in vigore dell'Accordo, il brevetto oggetto della vertenza non fosse già scaduto.
Quanto alla legge applicabile, la sua determinazione deve tenere conto dei principi generali elaborati a livello comunitario e internazionale in tema di retroattività delle norme sostanziali.
A questo proposito, ad avviso della Corte è necessario distinguere tra gli atti di violazione realizzati ed esauritisi prima dell'entrata in vigore dell'UPCA, quelli posti in essere successivamente ad essa, e infine quelli iniziati prima di tale data ma proseguiti anche successivamente.
Quanto alle condotte commesse ed esauritesi prima del 1 giugno 2023, troverà applicazione esclusivamente il diritto nazionale, mentre gli atti commessi dopo tale data andranno valutati alla luce delle norme sostanziali dettate dall'UPCA.
Queste ultime dovranno inoltre trovare applicazione in caso di illeciti iniziati prima dell'entrata in vigore dell'UPCA e proseguiti dopo di essa. Per valutare il vincolo di continuazione tra gli atti, secondo la Corte non dovrà ricorrersi a una visione atomistica delle condotte del preteso contraffattore. Piuttosto, ci si dovrà domandare se questi, sebbene ne avesse avuto la possibilità, abbia deliberatamente deciso di non interrompere la propria attività in seguito all'entrata in vigore dell'UPCA.
Secondo i giudici, con riferimento alle porzioni di condotta poste in essere antecedentemente al 1 giugno 2023, ciascuna parte potrà ad ogni modo invocare l'applicazione delle norme nazionali, ove a sé più favorevoli. Spetterà tuttavia alla parte interessata illustrare adeguatamente i motivi per cui la norma nazionale dovrebbe prevalere su quelle dell'UPCA. La Corte, che non è tenuta a conoscere tutte le normative nazionali, potrà all'occorrenza avvalersi dell'opinione di un esperto ai sensi dell'Art. 57 UPCA.
Su un simile argomento può essere d'interesse l'articolo "UPC e long arm jurisdiction: la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea nel caso BSH v Electrolux"
Autrice: Laura Gastaldi
Commissione EU: pubblicata la nuova guida "Geographical Indications in the European Union".
La Commissione Europea ha recentemente pubblicato la guida "Geographical Indications in the European Union", un documento di riferimento fondamentale che illustra in dettaglio i requisiti e le procedure per la registrazione delle indicazioni geografiche all'interno dell'Unione Europea. Tale guida fornisce un quadro normativo chiaro e strutturato, consentendo ai produttori di comprendere le modalità di protezione dei loro prodotti attraverso il riconoscimento ufficiale dell'origine geografica.
Le indicazioni geografiche costituiscono un diritto di proprietà intellettuale finalizzato a tutelare il nome di un prodotto la cui qualità, reputazione o caratteristiche peculiari sono strettamente legate alla sua area geografica di origine. Il sistema normativo dell'UE, disciplinato dal Regolamento UE n. 2024/1143, prevede la protezione di prodotti agricoli, alimentari, bevande spiritose e vini. A partire dal 1° dicembre 2025, la tutela sarà estesa anche ai prodotti artigianali e industriali, quali gioielli, tessuti e vetro, ai sensi del Regolamento UE 2023/2411.
La guida della Commissione Europea fornisce un'analisi dettagliata delle tre principali categorie di indicazioni geografiche riconosciute nell'Unione Europea:
- Denominazione di Origine Protetta (DOP): i nomi di prodotti registrati come DOP sono quelli che hanno i legami più forti con il luogo dal quale provengono.
- Indicazione Geografica Protetta (IGP): l'IGP sottolinea la relazione fra la regione geografica specifica e il nome del prodotto, quando una qualità specifica, una determinata reputazione o un'altra caratteristica particolare sono essenzialmente attribuibili all'origine geografica.
- Indicazione Geografica per le bevande spiritose (IG): l'IG protegge il nome di una bevanda spiritosa originaria di un paese, una regione o una località in cui una qualità particolare, la reputazione o altre caratteristiche del prodotto sono essenzialmente attribuibili alla sua origine geografica.
Un aspetto centrale trattato nella guida è il processo di registrazione delle indicazioni geografiche. La domanda di registrazione viene solitamente presentata da gruppi di produttori, anche se in casi eccezionali possono farlo singoli produttori o autorità pubbliche. È necessario fornire una dettagliata specifica del prodotto, che comprenda la descrizione, l’area geografica, i metodi di produzione e la tracciabilità. Il processo si articola in due fasi: una nazionale, in cui l’autorità competente esamina e pubblica la domanda permettendo eventuali opposizioni, e una a livello UE, dove la Commissione Europea valuta la richiesta e apre un ulteriore periodo di opposizione prima della decisione finale. A livello internazionale, le IG possono essere protette tramite il Sistema di Lisbona o attraverso accordi bilaterali e multilaterali. Una volta registrato, il nome può essere utilizzato solo dai produttori che rispettano le specifiche del prodotto, garantendo così la qualità e l’autenticità del marchio protetto.
La guida evidenzia inoltre la differenza tra marchi commerciali e indicazioni geografiche. I marchi sono strumenti distintivi utilizzati dalle aziende per identificare i propri prodotti sul mercato, mentre le indicazioni geografiche garantiscono la tutela collettiva di prodotti strettamente legati al territorio di origine e al metodo di produzione.
Per evitare conflitti tra marchi e indicazioni geografiche, la registrazione di un nuovo marchio non sarà concessa se viola i diritti di un’IG già esistente. Analogamente, una richiesta di registrazione di indicazione geografica non potrà essere approvata se interferisce con un marchio registrato in precedenza. Per questo motivo, la Commissione raccomanda ai soggetti interessati a registrare nuovi marchi di effettuare un’accurata verifica nei database ufficiali delle IG e dei marchi registrati.
L'estensione della protezione alle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela del patrimonio produttivo europeo. Questo sistema di tutela offre benefici rilevanti sia ai produttori che ai consumatori, contribuendo a preservare il patrimonio culturale e le conoscenze tradizionali di un territorio, rafforzando il valore commerciale dei prodotti grazie a una certificazione riconoscibile e garantendo trasparenza sull’origine e sulla qualità. Inoltre, costituisce uno strumento essenziale per contrastare la contraffazione, offrendo una difesa efficace contro le imitazioni e tutelando il lavoro dei produttori locali. La gestione collettiva delle indicazioni geografiche favorisce anche una più equa ripartizione dei costi tra i produttori, incentivando pratiche produttive sostenibili e responsabili, che contribuiscono alla valorizzazione del prodotto e alla competitività sui mercati internazionali.
Su un simile argomento può essere interessante l'articolo "IGP e moda: nuove prospettive per la tutela dei prodotti artigianali".
Autrice: Rebecca Rossi
Technology Media and Telecommunication
Consultazione pubblica del BEREC sulle reti ad altissima capacità
L'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (Body of European Regulators for Electronic Communications – BEREC) ha avviato una consultazione pubblica sulla bozza aggiornata delle linee guida relative alle reti ad altissima capacità (Very High Capacity Networks).
La bozza di linee guida è stata elaborata sulla base dell'articolo 82 della Direttiva (UE) 2018/1972 (che istituisce il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche – EECC), che stabilisce che il BEREC debba sviluppare e aggiornare le "linee guida sui criteri che una rete deve soddisfare per essere considerata una rete ad altissima capacità" con particolare riferimento a "larghezza di banda disponibile per downlink/uplink, resilienza, parametri di errore, latenza e relativa variazione".
La prima versione delle linee guida è stata pubblicata nel 2020. Le linee guida hanno individuato quattro criteri sulla base dei quali classificare una rete come "rete ad altissima capacità". Nel 2023 è stata adottata una nuova versione delle linee guida con la quale, in base ai dati forniti dagli operatori mobili e alla luce degli sviluppi della tecnologia 5G, sono stati aggiornati alcuni criteri per individuare le reti ad altissima capacità.
Un nuovo aggiornamento delle linee guida dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2025.
Il documento oggetto di consultazione si apre con una sezione introduttiva, che inquadra l'intervento del BEREC nel contesto degli obiettivi strategici dell'UE sulla connettività e la trasformazione digitale, sottolineando l'importanza delle reti ad altissima capacità al fine di realizzare gli obiettivi previsti nell'ambito della "Gigabit society", una misura contemplata nel contesto del "connectivity package" della Commissione europea, che mira a garantire una connettività di 1 Gigabit al secondo per cittadini e imprese nell'UE.
La seconda sezione della bozza delle linee guida si concentra sulla definizione di "rete ad altissima capacità", che ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 dell'EECC è "una rete di comunicazione elettronica costituita interamente da elementi in fibra ottica almeno fino al punto di distribuzione nel luogo servito oppure una rete di comunicazione elettronica in grado di fornire prestazioni di rete analoghe in condizioni normali di picco in termini di larghezza di banda disponibile per downlink/uplink, resilienza, parametri di errore, latenza e relativa variazione".
Affinché una rete possa considerarsi ad altissima capacità – si legge nel documento in consultazione –almeno uno dei seguenti criteri deve essere soddisfatto:
- la rete deve fornire una connessione tramite linea fissa in cui la fibra arriva almeno fino ad un edificio pluriresidenziale;
- la rete deve fornire una connessione wireless in cui la fibra arriva fino alla stazione base;
- la rete deve fornire una connessione tramite linea fissa in grado di offrire, in condizioni normali di punta, servizi agli utenti finali con determinate qualità del servizio che rispettino specifiche "soglie di performance" (cd. "performance thresholds 1");
- la rete deve fornire una connessione wireless in grado di offrire, in condizioni normali di punta, servizi agli utenti finali nel rispetto di determinati standard qualitativi ("performance thresholds 2").
La bozza di linee guida dedica poi una sezione all'individuazione delle "performance thresholds" di cui ai punti 3 e 4 sopra.
Nel documento oggetto di consultazione pubblica vengono infine riportate indicazioni pratiche – rivolte in particolare alle autorità di regolazione nazionali – sull'applicazione dei criteri 1 – 4.
I soggetti interessati possono presentare le proprie osservazioni alla bozza di linee guida entro il 30 aprile 2025.
Su un simile argomento può essere interessante l’articolo "Avvio di una consultazione pubblica del BEREC sull'Outline Work Programme 2026".
Autori: Massimo D'Andrea, Flaminia Perna, Matilde Losa
La rubrica Innovation Law Insights è stata redatta dai professionisti dello studio legale DLA Piper con il coordinamento di Edoardo Bardelli, Carolina Battistella, Carlotta Busani, Noemi Canova, Maria Rita Cormaci, Camila Crisci, Cristina Criscuoli, Tamara D’Angeli, Chiara D’Onofrio, Federico Maria Di Vizio, Nadia Feola, Laura Gastaldi, Vincenzo Giuffré, Nicola Landolfi, Giacomo Lusardi, Valentina Mazza, Lara Mastrangelo, Maria Chiara Meneghetti, Deborah Paracchini, Maria Vittoria Pessina, Tommaso Ricci, Rebecca Rossi, Roxana Smeria, Massimiliano Tiberio, Federico Toscani, Giulia Zappaterra.
Gli articoli in materia di Telecommunications sono a cura di Massimo D’Andrea, Flaminia Perna, Matilde Losa e Arianna Porretti.
Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati, è possibile contattare i soci responsabili delle questioni Giulio Coraggio, Marco de Morpurgo, Gualtiero Dragotti, Alessandro Ferrari, Roberto Valenti, Elena Varese, Alessandro Boso Caretta, Ginevra Righini.
Scoprite Prisca AI Compliance, il tool di legal tech sviluppato da DLA Piper per valutare la maturità dei sistemi di intelligenza artificiale rispetto alle principali normative e standard tecnici qui.
È possibile sapere di più su “Transfer”, il tool di legal tech realizzato da DLA Piper per supportare le aziende nella valutazione dei trasferimenti dei dati fuori dello SEE (TIA) qui, consultare una pubblicazione di DLA Piper che illustra la normativa sul Gambling qui, e il nostro magazine mensile Diritto Intelligente interamente dedicato all'AI qui.
DLA Piper Studio Legale Tributario Associato tratta i dati personali in conformità con l'informativa sul trattamento dei dati personali disponibile qui.
Qualora non si volesse più ricevere gli Innovation Law Insights o ci si volesse iscrivere alla stessa, è possibile inviare un'email a Silvia Molignani.