
26 giugno 2025 • 2 minuti di lettura
Dall'UPC all'EPO: verso un'interpretazione coerente delle rivendicazioni brevettuali
Il 18 giugno scorso, l'Enlarged Board of Appeal (EBA) dell’EPO, adito dal Technical Board of Appeal (TBA), ha emesso una decisione molto attesa sull'interpretazione delle rivendicazioni brevettuali e sul ruolo che rivestono in tale contesto la descrizione e i disegni; si tratta della decisione G 1/24, disponibile a questo indirizzo.
In particolare, i quesiti posti dall'organo rimettente e ritenuti ammissibili sono stati due: quale sia la base giuridica da adottare nell'interpretazione delle rivendicazioni ai fini della valutazione della brevettabilità ex artt. 52-57 EPC e se, in questo ambito, la consultazione della descrizione e dei disegni debba avvenire sistematicamente oppure solo nei casi in cui il testo delle rivendicazioni risulti ambiguo.
Tali questioni affondano le radici in un annoso contrasto giurisprudenziale in merito, soprattutto, al ruolo dell'art. 69 EPC e l'art. 1 del relativo Protocollo interpretativo, a mente dei quali la descrizione e i disegni devono essere presi in considerazione per interpretare le rivendicazioni. Si tratta di capire se tale attività di interpretazione debba essere compiuta in ogni caso o solo quando le rivendicazioni presentino margini di ambiguità.
Sul punto, l'Enlarged Board ha anzitutto ribadito il principio ormai pacifico secondo cui le rivendicazioni costituiscono il punto di partenza per verificare se un'invenzione sia o meno brevettabile. Il Collegio ha poi specificato che la descrizione e i disegni costituiscono un fondamentale ausilio interpretativo per definire l'ambito di protezione di una privativa e che devono essere pertanto presi in considerazione sempre, e non solo in caso di incertezza interpretativa nel tenore letterale delle rivendicazioni.
Così affermando, il Board ha respinto la corrente giurisprudenziale che limitava il ricorso alla descrizione ai soli casi di ambiguità linguistica. Tale orientamento, infatti, è stato giudicato dall'EBA contrario alla giurisprudenza di molti tribunali nazionali e, soprattutto, della Corte d'Appello dell'Unified Patent Court, che si era da ultimo espressa in questi termini nel caso Nanostring Technologies v. 10x Genomics (di cui avevamo parlato qui).
La portata di questa pronuncia si preannuncia significativa ed è senz'altro un segno della progressiva armonizzazione tra EPO e UPC, verso un'interpretazione normativa sempre più uniforme a garanzia della certezza giuridica per gli operatori del settore brevettuale.



